Perin, sognando l’azzurro. “Lavoro anche per questo altrimenti non sarei competitivo”

Il portiere, come tutto il Genoa, è in un momento d’oro.

di Redazione Il Posticipo

Perin in formato nazionale. Il portiere del Genoa, come tutta la squadra ha beneficiato della cura Ballardini. E si gode i frutti di un lavoro che potrebbe schiudergli nuovamente le porte della nazionale. L’estremo difensore del Genoa ha commentato a caldo la sfida ai microfoni di DAZN.

EUROPEO – Una vittoria importantissima. E una continuità di rendimento che potrebbe restituirgli l’azzurro. Donnarumma è intoccabile ma per gli altri due posti c’è spazio. Il portiere si concentra sul Genoa ma non si sottrae a una eventuale chiamata. “Il Genoa è rinato con il lavoro e l’unione di questo gruppo. Per me è fantastico vedere questo spirito di sacrificio. siamo contenti di esaudire le sue richieste. Mi piace osservare e leggere negli occhi dei miei compagni la stessa voglia di vincere. Pe quanto riguarda la convocazione in nazionale,  il CT mi conosce. Se non avessi la speranza e la voglia di andare in nazionale non sarei un giocatore competitivo. Ho perso qualche posizione nelle gerarchie devo lavorare più degli altri per avere delle possibilità ma è giusto così. Lavoro anche per questo, per riprendermi il posto dopo qualche infortunio”.

VERONA, ITALY – DECEMBER 04: Mattia Perin goalkeeper of Genoa CFC during the Serie A match between Hellas Verona FC and Genoa CFC at Stadio Marc’Antonio Bentegodi on December 4, 2017 in Verona, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

PRODEZZA – Serata impegnativa, la sua. Alla fine del match si sono contate qualcosa come nove interventi. Uno su Demme ha del miracoloso. “La parata più difficile.  Da quella distanza di solito il calciatore prova la conclusione rasoterra ma, come molti colleghi ultimamente, ha cercato il gol  alzando la palla. Ero già pronto per andare a terra ma ho trovato  comunque la forza e la spinta per intervenire e arrivare sul pallone”. Anche questo è frutto del lavoro. “Studiamo molto con i preparatori le giocate degli avversari e lavoriamo anche su questo fondamentale. Quindi mi sono fatto trovare pronto”.

LEONCINI – Senza tifosi si sente tutto. E Perin chiama i compagni “leoncini”. Un modo per caricarli e caricarsi. “Abbiamo scelto questo soprannome per darci forza a vicenda. Per un portiere non è facile scaricare l’adrenalina come i calciatori di movimento e urlare ai compagni aiuta anche a sciogliere la tensione oltre che a tenere sempre viva la concentrazione. Si tratta di un qualcosa nato per gioco ed affetto che testimonia quanto sia solido il nostro gruppo”.

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