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Per Rummenigge il nuovo FPF è…già vecchio: “Serve il 3.0, con sanzioni fino all’esclusione dalla Champions”

MUNICH, GERMANY - OCTOBER 21: Karl-Heinz Rummenigge, CEO of FC Bayern München looks on prior to the UEFA Champions League Group A stage match between FC Bayern Muenchen and Atletico Madrid at Allianz Arena on October 21, 2020 in Munich, Germany. (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

Rummenigge, che ha da poco lasciato la sua carica di amministratore delegato del Bayern Monaco, non ha fatto in tempo a informarsi sul Fair Play Finanziario 2.0 che già...vuole una nuova versione. Le multe potrebbero infatti non bastare...

Redazione Il Posticipo

Il nuovo Fair Play Finanziario non è neanche nato che già fa discutere. L'aggiornamento delle norme, con la liberalizzazione degli investimenti delle proprietà, ma anche la creazione di limiti salariali e di multe per chi non rispetterà le regole, non sembra bastare ad alcune delle parti in causa. A fare la voce grossa, e non può essere un caso, è il Bayern Monaco, che da sempre è una delle società con i conti in regola e che si batte affinchè le grandi potenze sostenute da fondi statali (come il Paris Saint-Germain o il Manchester City) non possano aggirare liberamente le norme senza incorrere in una punizione. A esporsi è Karl-Heinz Rummenigge, ormai ex dirigente bavarese, in un articolo sul Welt am Sonntag.

MULTE - Kalle, che ha da poco lasciato la sua carica di amministratore delegato, non ha fatto in tempo a informarsi sul Fair Play Finanziario 2.0 che già...vuole una nuova versione. "Quello che ci serve è un Fair Play Finanziario 3.0, che venga implementato in maniera rigorosa e uguale per tutti e che includa anche una specifica lista di penalità". Quelle pronte per il futuro, che prevedono una luxury tax e delle multe per chi dovesse sforare i parametri, non sembrano abbastanza a Rummenigge. "Stiamo veramente punendo club come il PSG o il City, realtà in cui le disponibilità economiche rappresentano un problema relativo?". Insomma, una sanzione pecuniaria per gli sceicchi rischia di essere poco deterrente...

SANZIONI - Quindi Rummenigge chiede pene più pesanti e che siano regolamentate con la maggior precisione possibile, in modo da non lasciare spazio all'interpretazione come avvenuto proprio nei casi delle sponsorizzazioni (con il vecchio regime di FPF) delle due big citate dal tedesco. "Se un club viola il Fair Play Finanziario non può agire in un'area grigia, ma deve sapere esattamente cosa lo aspetta. E questo fino a includere l'esclusione della Champions League". Dunque, regole ben chiare e niente punizioni all'acqua di rose. Questo, per Kalle, l'unico modo per sopravvivere alla crisi post-Covid. "Serve una razionalizzazione del calcio. Molti club sono sull'orlo del disastro finanziario". Difficile però spiegarlo a chi di questi problemi non ne ha. E adesso che arriva anche il Newcastle saudita, se ne potrebbero vedere davvero delle belle.