Pepito Rossi e Ferguson: “Secondo lui ero il nuovo Gianfranco Zola. Mi rivedo in Dybala”

Un talento purissimo, almeno quanto il rimpianto di non averlo goduto appieno. Rossi parla di tutto, fra presente e passato.

di Redazione Il Posticipo

Giuseppe Rossi un talento purissimo, almeno quanto il rimpianto di non averlo goduto appieno. Le sue ginocchia non hanno retto, altrimenti si parlerebbe di un top player assolto che in una lunga intervista rilasciata al sito parmalive.com ha parlato fra presente e passato. L’attualità è in MLS dove ha giocato solo 10′ prima che il campionato si fermasse. Adesso si va per la ripresa.

FERGUSON – Dal presente al passato. L’esplosione del talento, allo United, sotto gli occhi di un certo Alex Ferguson: “Allo United ho firmato il mio primo contratto. Era anche il primo impatto con giocatori di un certo livello. Sono stati anni bellissimi, sono cresciuto come giocatore e come uomo. Ferguson mi ha dato tantissimo, mi aveva paragonato a Zola. In quella squadra c’erano anche Ronaldo e Rooney. Si vedeva che erano di un altro pianeta. Erano grandi giocatori già da giovani, avevano tanta voglia. Durante gli allenamenti erano sempre i migliori”.

ITALIA  – Quindi l’esperienza a Parma, con Ranieri. “Una rimonta pazzesca, nessuno credeva nella salvezza  ma ce l’abbiamo fatta anche grazie all’arrivo del mister  che ci ha dato quella carica in più. E’ stato stupendo, avevo solo 19 anni. Parma per me è una città molto importante. Purtroppo sono stati solo sei mesi, però sei mesi importanti, ricordi stupendi”. Anche a Firenze il carico di affetto. “Mi hanno acquistato da infortunato al Villarreal, hanno creduto in me e mi hanno dato la possibilità di giocare da subito. La tripletta alla Juve è storica, ricordi da pelle d’oca, una giornata che non dimenticherò mai”.

RIMPIANTI – Nessun rimpianto per ciò che poteva essere. “Purtroppo però è così, non c’è nessun motivo per pensare a quello che poteva essere, mi viene solo rabbia quindi meglio se resto sul presente. Mi spiace per la Nazionale e i mondiali del 2014. Mi sono infortunato a gennaio, ho fatto di tutto per tornare, due gol nelle ultime tre partite. Nel pre ritiro abbiamo fatto i test, ci siamo allenati bene in gruppo, ma quando il tuo destino è in mano di altri è dura, non sai mai cosa succederà. Prandelli non l’ho sentito, non ho avuto possibilità di chiarire. Ad oggi non vedo un Pepito Rossi in Italia, forse Dybala”.

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