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Pepe Reina racconta la pandemia in Premier: “Solo le squadre con casi interni sono in isolamento, ma continuare a giocare era follia”

È nato in Spagna, ha passato parecchi anni in Germania e Italia e ora è tornato in Inghilterra a difendere la porta dell'Aston Villa. Pepe Reina ha un filo diretto con ben quattro paesi europei che stanno affrontando l'epidemia di coronavirus. E...

Redazione Il Posticipo

È nato in Spagna, ha passato parecchi anni in Germania e Italia e ora è tornato in Inghilterra, dove aveva già giocato con il Liverpool, a difendere la porta dell'Aston Villa. Pepe Reina ha un filo diretto con ben quattro paesi europei, che stanno prendendo precauzioni e misure diverse per affrontare l'epidemia di coronavirus. L'ex portiere di Napoli e Milan parla dalla sua casa di Birmingham con Marca, spiegando come stanno vivendo il problema in Premier League. Il campionato si è fermato, ma alcune squadre continuano a convocare i calciatori per gli allenamenti. È il caso dell'Aston Villa, come racconta Reina.

ALLENAMENTI - "Qui, in Inghilterra, ci hanno raccomandato prudenza e di cercare di stare in casa il più tranquillamente possibile. Per quello che riguarda me, non serve mantenermi troppo in forma, perchè nel weekend ci riposiamo e lunedì ci hanno convocato per allenarci. Solo le squadre con dei casi interni, come il Chelsea o l'Arsenal, sono in quarantena e in isolamento, ma noi ci alleneremo normalmente a partire da lunedì". Dunque, lockdown solo per le squadre che hanno casi conclamati. Il rischio, però, è che il contagio si diffonda. Almeno, spiega Reina, le partite sono state sospese...

FOLLIA - "Continuare a giocare era follia, dobbiamo prendere tutti sul serio questa situazione. Gli altri paesi colpiti hanno già preso decisioni radicali e anche noi dobbiamo farlo. L'Inghilterra non può chiudere gli occhi e guardare dall'altra parte. La vita e la salute di tutti sono più importanti dello sport. La priorità nella vita è avere chiaro che il calcio non è altro che un gioco, un modo per intrattenere la gente. E la salute deve venire prima di qualsiasi altro tipo di interesse". Anche quello economico. E pazienza se ci sarà da attendere per la ripresa e persino per i campionati europei. "I campionati devono ricominciare solo quando tutto si calmerà. E la cosa più logica è rimandare l'europeo all'anno prossimo. Anzi, questa dovrebbe essere la prima decisione". Se la UEFA ascolterà il buon Pepe, questo si vedrà....