Pep e il curioso…esorcismo di Espirito Santo

Pep e il curioso…esorcismo di Espirito Santo

Ci sono un inglese, uno spagnolo e un portoghese un po’ troppo italiano. No, non è una barzelletta ma il riassunto della sconfitta del Manchester City contro il Wolverhampton. Pep esorcizzato da Espirito Santo. Uno dei pochi a provare l’ebbrezza di farsi chiamare… bestia nera da Pep

di Redazione Il Posticipo

Ci sono un inglese, uno spagnolo e un portoghese… No, non è una barzelletta ma la sintesi della sconfitta del Manchester City contro il Wolverhampton. L’inglese è il campionato, lo spagnolo è Guardiola e il suo calcio tutto tecnica e possesso palla. Il portoghese un po’ italiano è il tecnico del Wolverhampton. In ogni caso, può essere contento il buon Nuno Espirito Santo, tecnico dei Wolves, uno dei pochi a provare l’ebbrezza di farsi chiamare… bestia nera di Pep.

PERCENTUALI – Espirito Santo, infatti, è uno dei pochi allenatori a restringere le percentuali di successo dell’ex allenatore di Barcellona e Bayern Monaco. Guardiola, infatti, ha un conto aperto: stando a quanto riportato da Opta, è riuscito a vincere soltanto il 25% degli incontri complessivi giocati tra i due. Uno su quattro. Una statistica migliore la possono vantare soltanto in due: Ronald Koeman (0%) e Jürgen Klopp (22%).

DIFESA E CONTROPIEDE – E la spiegazione la dà proprio Guardiola nel post-partita di Sky: “Difendono. Giocano palle lunghe e difendono ancora poi vanno in contropiede. Si tratta di una squadra fisica, forte, insomma… sappiamo quanto sono bravi. Conosciamo le loro qualità e sapevamo che avrebbero segnato. Non eravamo organizzati, perdevamo palloni in posizioni del campo in cui non avremmo dovuto perderli“. Lamentatosi dell’italianità del calcio dei Wolves passa alla… sfortuna: “Abbiamo avuto due opportunità, una sulla traversa e un’altra con Bernardo Silva. Hanno fatto davvero bene“. Insomma, il pullman davanti alla porta del Wolverhampton non è piaciuto a Pep ma non si può biasimare il tecnico avversario: giocare a viso aperto contro il City potrebbe rivelarsi estremamente autolesionista come atteggiamento.

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