Pellegri vuole ripartire e ha qualcosa da dimostrare: “La gente è cattiva, pensa che io sia già finito a 19 anni”

Un talento pari alla sfortuna. Pietro Pellegri ha subito tanti piccoli e grandi infortuni, che non gli hanno permesso di brillare nel Principato, dove è arrivato per oltre 20 milioni di euro. Ma ora l’attaccante vuole dimostrare di poter essere la stella che molti credono che diventerà…

di Redazione Il Posticipo

Un talento pari alla sfortuna. Pietro Pellegri è “solo” il calciatore più giovane della storia della Serie A, un record che si è preso con l’esordio a 15 anni e 280 giorni andando a pareggiare quello di Amedeo Amadei, fatto registrare ottant’anni prima. La sua carriera sembrava destinata a un rapido decollo, tanto più che a strapparlo al Genoa è arrivato il Monaco, un club che a lanciare i giovanissimi è abbastanza abituato. Ma poi ci ha messo lo zampino un destino fatto di tanti piccoli e grandi infortuni, che non hanno permesso a Pellegri di brillare nel Principato dove è arrivato per oltre 20 milioni di euro.

FINITO – Anzi, il fatto che l’attaccante italiani si sia visto più spesso in infermeria che in campo gli ha creato parecchi problemi, perchè molti lo ritengono già un ex talento, di quelli che hanno brillato per un attimo e poi non hanno lasciato traccia. Un qualcosa che, come spiega lo stesso Pellegri ai canali ufficiali del Monaco, lo fa parecchio arrabbiare. “La gente è cattiva e pensa che dopo due anni fermo io sia finito a 19 anni. Ho lavorato sui miei punti deboli, adduttori e flessori. Quest’anno spero di poter cominciare bene”. Parole pensanti, che però spiegano quale effetto devastante, anche e soprattutto dal punto di vista psicologico, possano aver avuto gli infortuni sull’ex Genoa.

RIPARTIRE – Ora però c’è tempo e modo di prepararsi alla stagione che verrà. La Ligue 1 ha chiuso i battenti da parecchio e in Francia si tornerà a giocare tra qualche mese. Un bene per chi deve recuperare con calma dopo momenti complicati, ma anche un qualcosa di frustrante. Pellegri, dopo uno stop che sembrava infinito, ha voglia di scendere in campo e non solamente allenarsi. “La prossima stagione deve essere la mia, basta chiacchiere, ho lavorato bene. Ho fatto due anni di infortunio, a pensarci mi viene il nervoso nello stomaco. Il calcio è la mia vita, sto facendo solo allenamenti, è stressante”. E una volta tornato a giocare, il centravanti non vede l’ora di dimostrare che non sono non è finito, ma che lo spettacolo…deve ancora cominciare.

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