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Pellissier: “Dopo l’Europeo forse non ci siamo resi conto di non essere così forti…”

(Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

L'unica presenza dell'attaccante valdostano in azzurro si lega proprio a una sfida contro l'Irlanda del Nord.

Redazione Il Posticipo

Sergio Pellissier, attaccante-presidente dell’FC Clivense,  fra nazionale e prospettive della sua squadra. L'unica presenza dell'attaccante valdostano in azzurro si lega proprio a una sfida contro l'Irlanda del Nord. Di questo e tanto altro ha parlato a TMW Radio.

IRLANDA DEL NORD - In generale l'Irlanda del Nord non evoca bellissimi ricordi agli azzurri. Pellissier invece associa la sfida alla sua unica presenza in azzurro. "Un bel ricordo, la mia unica presenza in nazionale, a trent'anni, una bella soddisfazione, non è da tutti riuscire a indossare la maglia azzurra. Da allora il calcio è cambiato parecchio, oggi si preferisce lo spazio, le punte abili a difendere e a giocare largo. Si tende a non dare punti di riferimento, cambiando modulo a seconda dell'avversario. Ai miei tempi si scendeva in campo con ruoli specifici, forse era più semplice".

ATTACCANTI - La nazionale azzurra soffre di mal di gol. Un problema che si trascina dalla fase finale dell'Europeo. si è sentita la mancanza di Immobile. "Con Belotti è l'unico attaccante vero che abbiamo. L'Italia ha tanta qualità sugli esterni, ma in attacco si cerca troppo la soluzione personale, la giocata. Mancini ha degli attaccanti che se non sono serviti a dovere tendono a far fatica. Belotti lotta, Immobile attacca la profondità ma si tratta di calciatori che vanno supportati. Con tutto il rispetto per il Sassuolo e per Raspadori, se si attinge a queste realtà significa che qualcosa manca. Mancini ne è consapevole ma non ha bisogno di consigli,  ha vinto un Europeo. Forse c'è stato un po' di appagamento, forse non ci siamo resi conto che non siamo così forti. Penso che dobbiamo tornare  all'idea di essere sfavoriti e giocare in quel modo".

CLIVENSE - La Clivense dà grandi soddisfazioni. Società neonata ma già protagonista. "Sono contento, ho cercato di riproporre i vecchi valori che mi hanno insegnato al Chievo. Costruire dal niente non è facile, ci vorrà tempo per portare tutto a termine, ma impegno e passione non mancano. Spero di  poterci iscrivere in D il prossimo anno, ma in una società non può mancare un centro sportivo. Ci sto lavorando. Serovno spazio, soldi e concessioni. Spero che il Comune si offra di darci una mano a crescere".