Pedri, scartato…e felice: “Ringrazio il Real Madrid di non avermi acquistato, sono dove volevo essere”

Se ad appena 17 anni un allenatore esperto come Koeman ti preferisce a Griezmann, ci deve essere un ottimo motivo. Pedri, la nuova stella del Barcellona, sta rispondendo a suon di prestazioni alla fiducia del tecnico. E dire che le cose potevano andare diversamente, se il Real Madrid non avesse fatto un errore di valutazione…

di Redazione Il Posticipo

Quando ad appena 17 anni un tecnico esperto come Ronald Koeman ti preferisce a un campione del mondo come Antoine Griezmann, le cose sono due: o l’olandese vuole rischiare il posto, oppure c’è un ottimo motivo. Viste le splendide prestazioni di Pedro González López, per tutti semplicemente Pedri, evidentemente la risposta è la numero due. Il classe 2002 nato a Tegueste, Canarie, è già una nuova stella del Barcellona pochi mesi dopo essere approdato al Camp Nou dal Las Palmas per 6 milioni di euro. E dire che le cose potevano andare diversamente, se il Real Madrid non avesse fatto un errore di valutazione che in ottica futura può costare assai caro…

REAL – Lo racconta lo stesso Pedri alla trasmissione El Larguero di Cadena SER, spiegando di essere stato in prova alla Casa Blanca, salvo poi ricevere una bocciatura. “Sono stato una settimana in prova al Real Madrid, ma mi hanno detto che non avevo un livello sufficiente. Mi hanno portato in un ufficio e mi hanno detto così. Ma io li ringrazio, perchè ora sono nella squadra dove ho sempre desiderato essere”. Dunque, facile immaginarsi la voglia di far bene dello spagnolo quando Koeman gli ha comunicato che avrebbe giocato il Clasico da titolare: “Me lo hanno detto due giorni prima della partita e ho pensato ‘accidenti, qui le cose si fanno serie’!”.

UMILTÁ – Alla fine quel Clasico non è andato benissimo per il Barcellona, ma Pedri avrà modo di rifarsi. Se il fisico lo coadiuverà, il classe 2002 può diventare uno dei calciatori di punta della nuova generazione. Ma non è un buon motivo per non tenere i piedi ben saldi a terra. “Credo che perdere l’umiltà e smettere di essere se stessi significhi perdersi anche come calciatore. Io ho mio padre e mio fratello che mi danno consigli e mi fanno volare basso”. E giocare con Messi è un sogno realizzato… “Non ti abitui mai a quello che fa col pallone, fa quel che vuole quando vuole. Io lo vedevo in TV o lo usavo alla Playstation, vederlo nella vita reale fa impressione. Essere in squadra con lui è un premio che la vita mi ha donato”. E diventare un giorno il suo erede…potrebbe anche essere meglio!

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