Il ritiro di Paul Scholes? Tutta colpa di Gareth Bale!

A far decidere a Paul Scholes di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo è stata una partita contro il Tottenham. Anzi, è colpa di quel ragazzone con sulle spalle la maglia numero 11.

di Francesco Cavallini

Si dice spesso che un atleta muoia due volte e che la prima è quando decide di lasciare le competizioni. Non a caso, la scelta del momento del ritiro è probabilmente la più complicata di tutta la carriera. Come si fa a capire quando è il momento giusto di lasciare? E soprattutto, si è mai davvero pronti ad abbandonare il campo? A volte la sollecitazione viene dall’interno, da una lunga e complicata autocritica che porta all’inevitabile scelta. Altre volte sono le persone più vicine che aiutano l’atleta nel prendere la complicata decisione. E poi ci sono dei casi in cui l’input viene dall’esterno, da qualcuno che inesorabilmente dimostra che il proprio tempo tra le stelle dello sport è arrivato al termine. Esattamente come è accaduto a Paul Scholes.

Il secondo ritiro di Paul Scholes

Per il rosso centrocampista del Manchester United dobbiamo fare una puntualizzazione: quello preso in esame non è il primo ritiro, bensì quello definitivo. Quello, cioè, deciso dopo un primo ritorno per “salvare“ i Red Devils di Sir Alex Ferguson da un periodo grigio e in cui dalle parti di Old Trafford c’erano davvero poche alternative a centrocampo. A onor del vero, la seconda vita sportiva di Scholes sembrava andare a gonfie vele, al punto che l’ex nazionale di Sua Maestà si era guadagnato addirittura il rinnovo annuale del contratto da parte dello United. Poi però è accaduto l’imponderabile. Che è gallese, ha un nome e si chiama Gareth Bale.

L’inarrestabile Bale

Le dichiarazioni di Scholes al riguardo non lasciano spazio all’interpretazione: a fargli decidere di riappendere definitivamente gli scarpini al chiodo è stata una partita contro il Tottenham.  Anzi, volendo essere precisi, è colpa di quel ragazzone con sulle spalle la maglia numero 11, che in occasione di una rete degli Spurs correva talmente tanto da sembrare totalmente inarrestabile. Ci sarebbe da puntualizzare che forse neanche qualcuno al massimo della forma riuscirebbe a star dietro al giocatore del real Madrid, ma evidentemente l’impotenza fisica provata da Scholes nel non riuscire assolutamente a reggere il ritmo del suo avversario ha avuto la meglio sulla volontà del centrocampista inglese di continuare a calcare i campi di calcio.

Vieri, il “pensionatore” di leggende

Quella discorso può sembrare una esagerazione, ma guardando alla serie A è facile rendersi conto di come in effetti casi del genere non siano del tutto rari. Il campionato italiano ha infatti ospitato un calciatore in grado di “pensionare“ in anticipo due dei più grandi difensori degli anni 90. Sia il leggendario Franco Baresi che il campione del mondo Aldair hanno infatti capito che era venuto il momento di lasciare spazio alle nuove generazioni dopo uno scontro in campo con Christian Vieri. Nel 1997 il Bobone nazionale fa il diavolo a quattro in un Milan-Juventus, scherzando con il numero sei rossonero come farebbe un gatto con il topo. Alla fine di quella stagione il capitano rossonero decide di ritirarsi. Coincidenza? Chissà, ma nel 2003 la storia si ripete con Aldair. Vieri parte almeno 10 metri indietro rispetto al difensore della Roma, che non riesce però a contenere la straripante forza fisica dell’attaccante interista ed è costretto ad ammirarlo mente trafigge la porta giallorossa. Dopo qualche mese Aldair non si ritira, ma lascia la Roma per andare a giocare al Genoa in serie B, ammettendo di non riuscire più a stare dietro ai ritmi del calcio ai massimi livelli.

Con testimonianze del genere, è chiaro che Paul Scholes si è trovato in ottima compagnia. Ed è altrettanto evidente che a volte è meglio che sia qualcun altro ad assumersi l’onere di convincerci a lasciar stare. Anche perché spesso e volentieri diventa complicato abbandonare consapevolmente ciò che di più amiamo.

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