Parla Onyewu, il colosso made in USA che sfidò Ibra: “McKennie dimostra che ci stanno prendendo sul serio. Pirlo un genio, può diventare grande. E Dinho mi spiegò che…”

Parla Onyewu, il colosso made in USA che sfidò Ibra: “McKennie dimostra che ci stanno prendendo sul serio. Pirlo un genio, può diventare grande. E Dinho mi spiegò che…”

Oguchi Onyewu è ricordato in Italia per la celebre lite con Ibra in allenamento. Ma l’ex milanista rappresenta anche uno degli ultimi calciatori statunitensi a giocare nel nostro campionato. E quindi è uno dei più adatti a parlare dell’arrivo di Weston McKennie alla Juventus, ricordando anche compagni di squadra del passato…

di Redazione Il Posticipo

L’esperienza italiana di Oguchi Onyewu è stata breve ma decisamente intensa. Per l’ex difensore americano due anni al Milan, in cui ha avuto modo di conoscere grandissimi campioni e di essere coinvolto in un momento indelebile della storia del calcio tricolore: la lite con Ibra in allenamento. Le versioni al riguardo sono molteplici e parlando di testate, costole rotte e preghiere. Ma hanno tutte in comune una cosa: il terrore dei compagni nel vedere due colossi da 100 kg mettersi le mani addosso. Onyewu resta però uno degli ultimi calciatori statunitensi ad aver giocato nel nostro campionato. E quindi è uno dei più adatti a parlare dell’arrivo di Weston McKennie alla Juventus.

MCKENNIE – Lo ha fatto ai microfoni di Goal, spiegando come la scelta della Signora sottolinei la crescita di importanza del movimento made in USA. “Il fatto che abbia firmato con un club così importante mostra che in questo momento il calcio statunitense sta diventando importante. Ci stanno prendendo sul serio. Quando io ho firmato nel 2009 è stato un po’ un caso di pianeti allineati, perchè all’epoca non c’erano molti calciatori statunitensi in grandi club. Ora c’è Weston che dopo lo Schalke 04 passa alla Juventus, Pulisic al Chelsea, Gio Reyna al Borussia Dortmund. Talenti vengono riconosciuti per il loro talento, non per la nazionalità. Questo è stato il grande problema da superare per il calcio americano. ‘Siete forti? Siete americani, giocate ad altro oltre che a baseball o a football americano?’ Sono orgoglioso di vedere McKennie alla Juventus e non vedo l’ora di vedere come se la cava”.

PIRLO – Alla Juventus, McKennie troverà in panchina un ex compagno di squadra di Onyewu: Andrea Pirlo. “Non so se mi aspettassi di vederlo sulla panchina della Juventus. Non so nemmeno se qualcuno se lo potesse immaginare, perchè fino a quel momento non si era mai parlato di lui come allenatore fino alla firma per la Primavera della Juventus. Ma per me ha senso, è un genio. Era uno dei pochi giocatori nella storia capaci di impostare la partita sul suo ritmo. Gli auguro il meglio, questa è la sua prima panchina ed è una grande avventura. Sono curioso di vedere come può trasformarsi da grande giocatore in grande allenatore”.

DINHO – E oltre al Maestro, un altro compagno di quei tempi è sempre nel cuore dello statunitense. “Durante la mia avventura al Milan ho dovuto affrontare un brutto infortunio, ma ho imparato che bisogna credere in se stessi. Credo che sia stato Ronaldinho a spiegarmelo nei miei primi giorni in rossonero: ‘Ehi, siamo arrivati tutti alla stessa destinazione attraverso strade diverse, tu appartieni a questo posto come chiunque altro in questo spogliatoio’. Penso che una volta che capisci questo ti rendi conto di essere uno del gruppo, alla fine ci sono 11 giocatori in campo e tu sei proprio come loro, quindi vai avanti e fai il tuo lavoro. Ho imparato che una volta che giochi all’estero e sei fuori dalla bolla protettiva che può regalarti il tuo paese, devi anche far scattare alcune dinamiche di automotivazione. Questa cosa l’ho imparata a Milano. E mi porto dietro molti amici conosciuti durante quell’esperienza”. Magari…non Zlatan.

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