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Parla il ragazzo ipovedente che ha esultato al gol di Salah: “Non importa se non vedo bene, posso sempre esultare”

Il video che immortala il gol di Salah al Napoli ha fatto il giro del mondo per via del tifoso ipovedente che si fa raccontare il gol dal cugino. Lui: “Non importa se non vedo bene, posso sempre esultare”.

Redazione Il Posticipo

Il video del gol di Salah contro il Napoli ha fatto il giro del mondo e non solo per via della prodezza dell’egiziano, ma anche e sopratttuo per via della ripresa del ragazzo ipovedente che si fa raccontare il gol da suo cugino Stephen. Da allora, racconta la BBC, il suo telefono non smette di squillare: il video che lo inquadra è vicino ai tre milioni di visualizzazioni e lui è diventato una sorta di celebrità. Questo, però, a lui sembra strano.

NORMALE -Sono come ogni altro tifoso, non importa se non posso vedere chiaramente: posso comunque esultare. Che sollievo quando abbiamo segnato! Mi piacerebbe vedere di più ma ciò non significa che non possa farmi una mia opinione”. Il ragazzo soffre di una particolare problematica agli occhi che, con il passare del tempo, danneggia la sua vista. Ma per il momento il ragazzo, un abituale ad Anfield, riesce ancora a vedere qualcosa. Così parla della partita: “Era tutto sfocato. Sotto alla Kop riesco ancora a vedere qualcosa ma più in lontananza la palla comincia ad essere difficile da vedere. Comunque non è difficile capire cosa stia succedendo con tutto il rumore che fanno”.

STRANO - Riguardo al suo quarto d’ora di celebrità: “È difficile per le persone che vedono bene capirlo ma per me è una cosa normale, sono così da sempre. È così che io guardo le partite”. Il ragazzo ha spiegato anche che quando non c’è suo cugino o è seduto qualche fila più indietro nessuno si fa problemi a raccontargli cosa succede. Certo, allo stadio sono anche previste delle facilità per le persone con problemi di vista, come l’audiocronaca. Mike, però ha anche spiegato perché non lo usa: “Insomma, se volessi usarlo so che è lì. Mi piace essere coinvolto nell’atmosfera e sentire quello che mio cugino e gli altri pensano. Trovo strano tutto questo clamore. È carino, ma un po’ strano”.