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Parla Bölöni, lo scopritore di CR7: “Era un giovane vecchio, non volevo che tornasse più con le giovanili. Dissi che avrebbe superato Figo ed Eusebio, ma…”

Chi ha lanciato Cristiano Ronaldo? Un...semisconosciuto. László Bölöni attualmente allena l'Anversa, ma era sulla panchina dello Sporting Lisbona quando il portoghese ha debuttato tra i professionisti. E in una lunga intervista il tecnico...

Redazione Il Posticipo

Chi ha lanciato Cristiano Ronaldo? Un...semisconosciuto. László Bölöni attualmente allena l'Anversa, ma era sulla panchina dello Sporting Lisbona quando il portoghese ha debuttato tra i professionisti. E in una lunga intervista a Marca, il tecnico rumeno racconta il "suo" CR7, analizzando anche quello che è venuto dopo.

SCOPERTA - Intanto, la scoperta..."Sono andato a vedere le giovanili e ho chiesto che venisse ad allenarsi con la prima squadra perchè aveva un buon fisico, era molto rapido e aveva un gran tecnica. Non è stata una sorpresa. Ma quando l'ho visto allenarsi con i grandi, non volevo più che tornasse nelle giovanili. Era un giovane vecchio. Nello spogliatoio scherzava, ma in campo era una cosa eccezionale. Aveva una maturità che non era normale per un ragazzo di 16-17 anni". Bölöni però decide di cambiargli ruolo. "Con le giovanili giocava da centravanti, ma io ho deciso di schierarlo esterno destro perchè era giovane e leggero, pesava 60 chili. E per lui sarebbe stato complicato giocare spalle alla porta contro centrali di 100 chili. Sulla fascia, con quella velocità e quel dribbling, sarebbe stato molto più efficiente".

CAMBIO DI RUOLO - Funziona, anche se nei primi tempi c'è qualche problema. "Sono contento della scelta che ho preso, ma all'inizio è stato complicato. Per lui la cosa più importante era dribblare, non concepiva il calcio senza. Io gli dicevo che dribblare un difensore poteva essere importante, anche due, ma cinque sono troppi! Volevo spiegargli fino a che punto erano utili quelle giocate e lui, con intelligenza, si è messo sulla giusta strada". Strada che lo ha portato allo United, a diventare grandissimo...proprio sulla fascia. "Cristiano era contento. Ora che è più potente gioca di nuovo come centravanti, ma allo United con Ferguson ha continuato a fare l'esterno destro e in quel ruolo ha vinto il suo primo Pallone d'Oro nel 2008. Ricordo che mi ha invitato a quella cerimonia e mi ha ringraziato, è stato fantastico".

PARAGONI - Ora che è un campione conclamato, facile lodarlo. Ma quando all'epoca Bölöni fa paragoni pesanti, passa per esagerato. "Per me non è stata una sorpresa. Non sapevo che sarebbe diventato uno dei migliori di sempre, ma che senza infortuni sarebbe stato un gran giocatore lo sapevo eccome. A quell'epoca mi intervistarono e dissi che poteva superare Figo, ma anche Eusebio. Quelle parole mi hanno creato dei problemi, perchè parliamo di due che in Portogallo sono divinità e io paragonavo un ragazzino a loro. Ma Cristiano ha dimostrato che avevo ragione io". Migliore di sempre? Beh, ci sarebbe anche Leo Messi. Ma il tecnico rumeno non ha dubbi... "Non posso essere obiettivo, sarà sempre lui il mio preferito, ha iniziato con me allo Sporting... In ogni caso abbiamo avuto tutti la fortuna di goderci per 10 o 15 anni due fenomeni che hanno sempre cercato di superarsi. Cruijff diceva che l'importante è essere il migliore, ma lo è di più rimanere in cima a lungo". Già, fino a quando? "Nessuno può dire fino a quando giocherà. Ha una qualità di cui non abbiamo ancora parlato: la mentalità di un gladiatore. È fortissimo, ma vuole sempre di più. Lavora tantissimo, ha un fisico importante e tecnicamente è fortissimo. Se non si fa male, può ancora giocare parecchi anni". E se lo dice il suo scopritore...