L’aneddoto di Paredes: “Nel 2011 ho detto no alla Juve, il mio agente disse che non potevo giocare a 5…”

Il calcio e il mercato, a volte sono figli anche di preconcetti. A volte, autolimitanti…

di Redazione Il Posticipo

Il calcio e il mercato sono figli anche di preconcetti. Leandro Paredes, in una intervista rilasciata a TNT racconta alcuni aneddoti che lo hanno spinto lontano dalla Juventus. Un “no” dettato dalla convinzione, sua e di chi gli sgtava intorno, di non poter giocare in un centrocampo a cinque. Una trasformazione avvenuta comunque anni dopo prima a Empoli e poi a Roma…

NO – Paredes era già da ragazzo un talento sul taccuino dei grandi club. Corre il 2011 e  la Juventus aveva visto in lui il potenziale erede di Pirlo. Eppure, l’argentino ha detto “no” alla corte della Signora. “Mio padre mi ha sempre detto che avrei dovuto giocare a centrocampo  a cinque. Io gli ho risposto che era pazzo. E così anche il mio agente. Gli disse che non potevo giocare lì.  Nel 2011 un dirigente della Juventus voleva comprarmi e mi ha detto che sarei stato solo il sostituto di Pirlo in quel momento. Il mio rappresentante gli ha detto che non potevo giocare in un centrocampo a cinque e così sono rimasto a Boca. E poi… due anni dopo ho finito per giocare in un centrocampo a cinque”.

EMPOLI – La svolta è stata ad Empoli: “Sono arrivato a Empoli un venerdì, quando erano già state giocate due giornate del campionato. Ho esordito contro il Napoli . Il giorno successivo, l’allenatore mi ha detto che mi voleva aal centro di un centrocampo a cinque perché voleva un giocatore con le mie caratteristiche in quella posizione. Mi è piaciuto molto dal primo giorno e da lì non sono più uscito . Non avevo mai giocato in quella posizione, non avrei mai pensato di giocare in quel ruolo. Prima giocavo con le spalle alla porta ora posso vedere tutto il campo davanti ed è ho molte più opzioni. Certo, devo correre di più”.

ZENIT – Dall’Empoli alla Roma, quindi lo Zenit. Paredes svela sorridendo un nuovo aneddoto. “Il direttore sportivo mi ha detto che avrebbe voluto acquistarmi per tre anni consecutivi, ma io non ci sono mai andato. Quando l’affare si è concluso, dopo poco temo si è fatto sotto il PSG. Ho avuto la possibilità di andarmene, ma lui mi ha detto che non potevo andarmene così presto, dopo che mi aveva inseguito così a lungo. E non aveva alcuna intenzione di vendermi a breve. Infatti, sono rimasto altri sei mesi”.

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy