Papà Alaba al veleno: “Solo bugie riguardo a stipendio e commissioni”

Papà Alaba al veleno: “Solo bugie riguardo a stipendio e commissioni”

Ultimamente, Uli Hoeness ha rilasciato alcune dichiarazioni sul mancato rinnovo di Alaba parlando dell’avarizia da “piranha”del suo agente Pini Zahavi. Papà George e lo stesso Zahavi, hanno qualcosa da ridire.

di Redazione Il Posticipo
Uli Hoeness non è proprio il tipo di persona che… la tocca piano. E ha rilasciato alcune dichiarazioni sul mancato rinnovo di Alaba parlando dell’avarizia da “piranha”del suo agente Pini Zahavi. Papà George e lo stesso Zahavi, però, hanno qualcosa da ridire.
LE ACCUSE – Il giocatore è stato il terzino sinistro dei bavaresi per molti anni e solo la consacrazione di un fenomeno come Alphonso Davies è riuscita a toglierlo da lì sino a spostarlo al centro della difesa. Ruolo un cui, tra l’altro si è adattato alla perfezione. Al punto di vincerci la Champions League. Il suo contratto, tuttavia, scadrà il 30 giugno prossimo e non si riescono a trovare soluzioni di rinnovo. Si vocifera che Alaba avrebbe chiesto qualcosa come 30 milioni di euro a stagione tramite l’entourage. George Alaba, padre del ragazzo, però non ha preso affatto bene le dichiarazioni di Hoeness. E ha risposto per le rime.
LE RISPOSTE – Risposta piccata, la sua, riportata da Sky Sport. “Ho portato David al Bayern che era un adolescente. Negli anni, ho avuto diverse opportunità di trasferimento ma siamo stati leali e abbiamo sempre deciso di restare. Non mi aspettavo che il Bayern spargesse sporche bugie in pubblico riguardo stipendio e commissioni. Dire che non si giunge ad un accordo sul rinnovo per via di tali pagamenti è una sporca accusa. Tutto questo perché non abbiamo accettato le cifre che sono state proposte“.
ZAHAVI – Anche Zahavi ha da dire qualcosa: “In nessun momento ho parlato dettagliatamente di possibili commissioni con rappresentanti del Bayern. Solo a Lisbona si è parlato di questo argomento. Hasan Salihamidzic mi ha chiesto cosa mi immaginassi. Ho detto che avremmo dovuto prima lavorare ad un accordo col calciatore ma che non avrei chiesto più del solito. Ripeto: non abbiamo mai parlato di commissioni“.
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