Paolo Rongoni, il… “Lione” del motore di Rudi Garcia: “Abbiamo cambiato preparazione. Prima lavoro fisico. Poi calcio”

Paolo Rongoni, il… “Lione” del motore di Rudi Garcia: “Abbiamo cambiato preparazione. Prima lavoro fisico. Poi calcio”

C’è un po’ d’Italia nel miracolo sportivo del Lione, spintosi alle semifinali di Champions.

di Redazione Il Posticipo

C’è un po’ d’Italia nel miracolo sportivo del Lione, spintosi alle semifinali di Champions. Non solo Rudi Garcia, ma anche il preparatore atletico Paolo Rongoni che ha parlato a Sky Sport svelando i segreti che hanno messo il “lione” nel motore di Rudi Garcia.

STIMA – Il tecnico lo ha apprezzato pubblicamente. “Rudi è molto gentile. Abbiamo fatto una preparazione un po’ particolare in questa fase di coronavirus. Era tutto nuovo: le abitudini di lavoro sono state stravolte dal fatto che noi non abbiamo ricominciato il campionato come gli altri e ci siamo dovuto adattare. Ci siamo un po’ impauriti prima di ricominciare perché c’erano infortunati da tutte le parti”.

CAMBIO – Partendo da questi presupposti, Rongoni ha cambiato preparazione: “Abbiamo adattato la nostra preparazione in modo completamente diverso dal solito, ma che forse riproporremo per il futuro. Abbiamo fatto otto settimane di preparazione dividendole in due blocchi: un primo in cui abbiamo lavorato duro fisicamente e un secondo in cui abbiamo giocato a calcio. Un ruolo importante in questa situazione l’ha avuto in particolare Claude Fichaux, l’allenatore in seconda che ha strutturato le esercitazioni tecniche sul ritmo della preparazione atletica. Lì abbiamo fatto la differenza”.

RIPOSO – Il campo ha detto che chi ha riposato è arrivato meglio alla Final Eight. “La mia preoccupazione principale era di arrivare in Champions con un po’ di gamba. Il calciatore si allena giocando a calcio, non con i pesi o facendo le navette in mezzo al campo. Si tratta di uno sport fatto di frenate, accelerazioni, tempi di passaggio e di gioco. Io ho dato la base generale ai ragazzi del Lione, ma la preparazione specifica l’hanno fatta gli allenatori. Credevo che avremmo avuto dei problemi ad affrontare gli ultimi 15-20 minuti: per adesso non ce ne sono stati. Incrociamo le dita”.

 

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