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Pandev: “Scamacca e Shomurodov fortissimi. Sono a fine carriera, dopo gli europei vedremo…”

(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

L'attaccante si racconta in una lunga intervista.

Redazione Il Posticipo

Il simbolo calcistico della Macedonia del Nord e delle ultime salvezze ottenute dal Genoa.  Goran Pandev si racconta in una lunga intervista concesso al canale ufficiale de Genoa, spaziando fra vari argomenti. Le sue parole sono riprese da Genoa Channel.

MARE - Pandev ha trovato a Genova la sua seconda casa. Il mare, in questo senso, ha contribuito parecchio. "Ho una casa che dà proprio sul mare. Ogni mattina è uno bellissimo spettacolo, molto rilassante. Non solo per me, ma anche per la mia famiglia. Viviamo in una bellissima città, la gente è molto affettuosa. Il clima aiuta tantissimo. Io sono nato in una piccola città a sud della Macedonia e ho imparato ad apprezzare le piccole cose":

MACEDONIA - Il rapporto con il suo paese è molto intenso: "Anche mia moglie è macedone. L'ho conosciuta 15 anni fa e non ci siamo più lasciati. Credo che la serenità familiare sia importantissima per chi fa il calciatore.  Probabilmente mia madre avrebbe preferito che io studiassi, ma amo troppo il calcio. A volte sento la nostalgia di casa, sono lontano da tanti anni, ma ormai ci sono abituato. Ho una scuola calcio nel mio paese. Quando posso vado a trovare i bambini. Sono più di 300 e vederli felici è una soddisfazione impagabile. Specialmente per chi, come me, è nato povero e ha vissuto la guerra. Essere capitato della mia nazionale è una grandissima responsabilità, ma anche un onore. Vincere in Germania è stato un piccolo miracolo. Prima, però ci sono gli Europei".