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Palmer, il “golden Boy” che studia da… Foden dopo una carriera a ostacoli

BRUGGE, BELGIUM - OCTOBER 19: Cole Palmer of Manchester City celebrates after scoring their side's fourth goal during the UEFA Champions League group A match between Club Brugge KV and Manchester City at Jan Breydel Stadium on October 19, 2021 in Brugge, Belgium. (Photo by Julian Finney/Getty Images)

I Campioni d'Inghilterra impongono la legge del più forte e mettono in vetrina l'ennesimo gioiello.

Redazione Il Posticipo

Manita del City in casa del Bruges che non riesce ad arginare talento e organizzazione dei citizens. I Campioni d'Inghilterra impongono la legge del più forte e mettono in vetrina l'ennesimo gioiello. Cole Palmer: anni 18, in gol al suo debutto in Champions League pochi minuti dopo essere subentrato. Guardiola che garantisce per lui. In Inghilterra sognano un nuovo Foden. La stoffa c'è e... il sarto anche.

SCIA - Sulla scia di Foden, un centrocampista di altrettanta fantasia. Il ragazzo è già da tempo nel mirino del tecnico del City, che non ha mai fatto troppo caso alla carta d'identità. L'allenatore gli ha già aperto le porte della prima squadra e tutto lascia credere che possa restare nell'orbita dei grandi per l'intera stagione. A fine partita il tecnico era soddisfatto del suo ragazzo. "Ha qualità speciali, è un talento difficile da trovare. Quando ha la palla lì, nei pressi dell'area di rigore, la maggior parte delle volte finisce in rete". Adesso, calma. "So come funziona con i giovani. Dobbiamo essere calmi e pazienti. Per adesso è in seconda squadra ma allo stesso tempo si allena con noi e lavora con i nostri principi".

BRUGGE, BELGIUM - OCTOBER 19: Cole Palmer of Manchester City celebrates after scoring their side's fourth goal during the UEFA Champions League group A match between Club Brugge KV and Manchester City at Jan Breydel Stadium on October 19, 2021 in Brugge, Belgium. (Photo by Julian Finney/Getty Images)

OSTACOLI - La sua carriera è caratterizzata da un percorso a ostacoli, tutti superati. C'era da vincere la diffidenza legata a un fisico non da corazziere. Era il più piccolo e gracile dell'Academy, ma a calcio si gioca con i piedi e per sua fortuna Guardiola non ha mai pensato al taglio. Del resto, il tecnico ha costruito la fortuna di diversi giocatori dal talento inverso alla statura. Superata la prima botola, è arrivata la pandemia che ha bloccato il calcio inglese e il suo percorso di avvicinamento al calcio dei grandi. Ancora una volta Guardiola lo ha... salvato inserendolo nel gruppo dei prescelti da aggregare alla prima squadra. Nel frattempo il ragazzo è cresciuto, mantenendo intatto talento e visione di gioco che hanno già conquistato la dirigenza del City che dopo il primo contratto da professionista nel 2019, si sono affrettati ad adeguare e prolungare l'accordo sino al 2024.