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Palloni sotto la maglia, cuori, anelli, ciucci, segni, baci: dediche a mogli e… amici

Redazione Il Posticipo

E' il 25 agosto 1996. A San Siro si gioca Milan-Fiorentina, finale di Supercoppa italiana. Punizione dal limite battuta da Batistuta: si gonfia la rete, il bomber viola fugge verso le telecamere e urla “Te amo Irina, te amo” rivolto alla moglie con cui si vociferava fosse in crisi causa presunta scappatella. La risposta di lei, in un'intervista rilasciata qualche giorno dopo: ''La dedica di Gabriel? Mi dispiace, non l'ho vista. Ero fuori con i bambini”. Poi, però, le scappa una lacrima.

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