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Il pagellone di fine anno – Il 2017 delle altre

Mandiamo in archivio il 2017 con le pagelle dell'anno di calcio che sta terminando. Lasciamo da parte le big e diamo un’occhiata al bilancio delle altre protagoniste della Serie A.

Riccardo Stefani

Il 2017 è stato un anno difficile per molte squadre, comprese quelle di alta classifica, un anno che ha visto addii importanti, delle operazioni di mercato ‘particolari’, per usare un eufemismo, salvezze prese per i capelli e lotte per la retrocessione annunciate e disattese. In ogni caso, soprattutto dalla scorsa estate, stiamo assistendo ad un campionato molto più emozionante, più combattuto rispetto alle scorse edizioni, vedendo una sola squadra quasi condannata ma non ancora rassegnata e in lotta per ogni singolo punto.

10 - SAMPDORIA

È dieci. Punto. Con un allenatore così, con l’ottimo mercato fatto e alla luce del rendimento delle prime cinque classificate, meglio di così non si poteva fare. O meglio, in un universo parallelo in cui non ci fosse da recuperare la partita con la Roma, potrebbe essere tutta un’altra storia, in uno o l’altro senso, ma fatto sta che i blucerchiati con Giampaolo si trovano in questa galassia. Lo scorso anno a fine stagione aveva solo 18 punti in più di ora. Bel gioco, tanti gol fatti – come l’Inter e più della ROMA… Cosa si può volere di più?

9 - UDINESE

Nella scorsa stagione i friulani non potevano di certo dirsi soddisfatti. Certo, la salvezza era cosa fatta già a 2017 appena iniziato, ma non solo per merito loro. All’inizio della stagione in corso in molti davano i bianconeri come papabili per la lotta per la retrocessione. Invece no. Delneri ci ha messo tutto ma non sembrava bastare, ma all’arrivo di Oddo la situazione è a dir poco migliorata, considerando che il cambio in corsa sembrava dover essere un esperimento da farsi in quel momento perché in ogni caso la permanenza in A non era più un problema.

8 - CROTONE E SPAL

Sorprendentemente le due ‘piccole’ meritano un otto, forse anche otto e mezzo. La salvezza dello scorso anno conquistata con Nicola al timone per quanto riguarda i rossoblù e la promozione dei ferraresi sembravano due imprese quasi impossibili. E, sebbene non versino in condizioni di classifica meravigliose, le due squadre non sembrano adagiarsi sugli allori della passata stagione. La lotta continua e nonostante i cambi di rotta tecnico-tattici la verve non cambia. Si lavora, si corre, si fatica e solo in questo modo ci si salva. Anche perché Cagliari e Genoa non sono imprendibili.

7 - FIORENTINA

Nonostante gli stravolgimenti visti in questo anno solare, i viola si mantengono lì, sebbene a distanza di sicurezza, a non troppi punti dalle big, aspettando con pazienza che qualcuna possa inciampare per guadagnare punti e posizioni. Certo, chi segue questo sport da anni è abituato ad altri standard abbinati a quella maglia ma nel qui ed ora la situazione è questa. Pioli guida e gli altri, come in moto, ne assecondano i movimenti. Non male.

6 - ATALANTA E TORINO

“Il ragazzo è bravo ma non si impegna”. Quante volte ce lo siamo sentito dire a scuola? Ecco è la frase perfetta per descrivere l’operato più che delle due squadre dei loro allenatori. Gasperini e Mihajlovic hanno dimostrato di essere in grado di dare tanto e tanto fastidio alle grandi e continuano a farlo, ma nel ruolo di mina vagante sono stati spodestati dal signor Giampaolo. Certo, se volessimo fare una media per l’intero anno solare includendo la scorsa stagione, il mercato, le gioie europee (per l’Atalanta) allora il voto si alzerebbe e non di poco. Ma guardare due squadre con questo potenziale così adagiate dispiace.

5,5 - BOLOGNA, CHIEVO, CAGLIARI E SASSUOLO

È dura, la vera lotta è tra di loro. Non è tanto il Bologna a sorprendere ad un punto dal Milan ma è il contrario. Destro servirebbe come il pane ma non sembra minimamente intenzionato ad impastarsi e lievitare. Il Chievo è stazionario. Peccato perché a inizio stagione, quantomeno per il gioco espresso sembrava poter fare qualcosa di più. In Sardegna la questione è un po’ più complessa: buon mercato, buoni giocatori in rosa ma non sembrano capirsi. Tutti sembrano parlare lingue diverse. A Reggio Emilia qualcuno aveva criticato il decimo posto dello scorso anno. Ora i neroverdi sono al quattordicesimo e sebbene prima Bucchi e Iachini poi abbiano cercato in parte di raccogliere l’eredità di Di Francesco la squadra c’è, gioca bene in verticale ma… possesso di palla, questo sconosciuto.

5 - BENEVENTO

Dopo la storica promozione in serie A le cose non si mettono benissimo per le streghe. L’impegno messo in campo è veramente impressionante, i giallorossi ce la mettono tutta a prescindere dall’avversario. Hanno messo in difficoltà la Juventus e soprattutto hanno fermato il Milan sul pareggio guadagnando il primo punto stagionale lo scorso 3 dicembre con un goal del portiere. E qui si sfocia nell’epica. Nonostante la loro classifica li condanni quasi automaticamente a provare a ripartire dai cadetti, i sanniti fanno di tutto per aggrapparsi alla serie A. Onore al merito.

4 - GENOA

Male, a tratti malissimo. Esonerato Juric la questione non cambia: il pareggio con la Roma aveva dato un barlume di speranza ai rossoblù di Genova ma niente. Sedicesimi lo scorso anno, sedicesimi ora. Peccato perché il potenziale non manca.

3 - HELLAS VERONA

Sarebbe stato 2 ma il goal di Caceres alla Juventus ha fatto sussultare tutti i gli appassionati di questo sport. Per giustificare il voto così basso: fa veramente male vedere quel nome in quella zona della classifica, vedere due o tre azioni meravigliose all’interno di una partita che manifestano delle grandi capacità di alcuni componenti della rosa che però si limitano a quei due o tre episodi. Non ci siamo.

Il 2017 in fondo sembra aver segnato un piccolo punto di svolta per la serie A che da appassionati di calcio si spera possa trovare conferma nell'anno che inizierà tra meno di ventiquattro ore. Un campionato più combattuto per merito delle piccole o per demerito delle grandi? Questo è tutto da vedere.