Ozil racconta il terrore durante la rapina subita: “Avevano una pistola, avevo paura di quello che poteva succedere a mia moglie…”

Ozil racconta il terrore durante la rapina subita: “Avevano una pistola, avevo paura di quello che poteva succedere a mia moglie…”

Nella lunga intervista concessa a The Athletic, il tedesco ha fatto luce su uno degli episodi extra-calcio che lo ha coinvolto negli ultimi tempi, il tentativo di rapina con aggressione subito a Londra e fortunatamente sventato dal suo compagno di squadra Kolasinac.

di Redazione Il Posticipo

Nella sua lunga intervista a The Athletic, Mesut Ozil ha toccato diversi punti caldi della sua situazione attuale. Il contratto con l’Arsenal, le relazioni con il club, addirittura il caso della foto con Erdogan. Ma il tedesco ha anche fatto luce su uno degli episodi extra-calcio che lo ha coinvolto negli ultimi tempi, il tentativo di rapina con aggressione subito a Londra e fortunatamente sventato dal suo compagno di squadra Kolasinac. Ozil ha raccontato quegli istanti pieni di paura, quando due malintenzionati armati di coltello e di pistola hanno assaltato il suo veicolo di fronte a un ristorante turco della capitale inglese.

RACCONTO – “Abbiamo visto che avevano una pistola e che le cose si mettevano male. Hanno detto direttamente a Sead: ‘dacci il tuo orologio’. La reazione di Sead è stata davvero coraggiosa, visto che ha attaccato uno dei due aggressori. Il secondo era davanti alla mia macchina con la sua moto, in modo che io non potessi spostarmi. Io e Amine ci eravamo appena sposati e avevo tanta paura per quello che poteva succederle. E avevo paura anche per Sead, non ho minimamente pensato a me stesso. Mi preoccupava che potessero aprire la portiera dal lato di mia moglie, ecco perchè mi ci sono buttato addosso per tenerla chiusa”. Attimi di vero e proprio terrore.

ERDOGAN – Poi, tornando allo spinoso caso della foto con Erdogan, Ozil racconta degli insulti ricevuti dopo l’eliminazione dai mondiali, che hanno portato alla sua scelta di lasciare la nazionale. “Quando siamo stati eliminati e sono uscito dal campo, i tedeschi mi dicevano: ‘Tornatene al tuo paese’, ‘Fottiti’, ‘Maiale turco’ e cose del genere”. Il tedesco spiega di essersi sentito poco protetto dalla federazione, il che gli ha fatto optare per l’addio alla Mannschaft. “Nessuno dalla nazionale ha mai detto ‘ehi, quello è un nostro giocatore, non potete trattarlo così'”. Per fortuna che, almeno nel caso della rapina, Ozil ha avuto un angelo custode…di nome Kolasinac!

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