Ozil difende il suo no al taglio degli stipendi: “Anche altri si sono rifiutati, ma è uscito solo il mio nome. Sono due anni che cercano di distruggermi…”

Guadagnare 20 milioni di euro all’anno…per stare in tribuna mentre all’Arsenal sono state licenziate decine di persone. La situazione di Mesut Ozil nelle ultime settimane è stata ancora più complicata del solito. Ma il campione del mondo 2014 non ci sta e spiega perchè non si è tagliato lo stipendio…

di Redazione Il Posticipo

Guadagnare 20 milioni di euro all’anno…per stare in tribuna mentre all’Arsenal sono state licenziate decine di persone. La situazione di Mesut Ozil nelle ultime settimane è stata ancora più complicata del solito. Già il tedesco è fuori dai piani di Arteta, poi è arrivata l’ondata di tagli al personale da parte del club. E molti tifosi hanno dato la colpa proprio al numero 10, reo di non aver accettato il taglio degli stipendi, pur essendo il calciatore nella rosa che guadagna di più. Ma il campione del mondo 2014 non ci sta e spiega a The Athletic le ragioni della sua scelta.

DOMANDE SENZA RISPOSTA – “Come calciatori, volevamo tutti contribuire. Ma avevamo bisogno di più informazioni e molte delle nostre domande sono state senza risposta. Tutti quanti eravamo d’accordo con dei pagamenti differiti vista l’incertezza del momento. E io avrei anche dato una parte del mio stipendio se fosse stato necessario, una volta che la situazione calcistica e finanziaria fosse stata definita. Ma ci hanno coinvolto senza consultarci. Chiunque in una situazione del genere ha il diritto di sapere tutto, capire perchè succede e dove vanno a finire i soldi. Ma non ci hanno dato i dettagli, dovevamo soltanto dare una risposta. Ed è stato un tempo troppo breve per una decisione importante, con tante pressioni”. Esattamente quello di cui si sono lamentati in molti nelle società che hanno chiesto tagli ai calciatori.

DUE ANNI – E alla fine Ozil ha detto di no. “Non era giusto, soprattutto per i ragazzi più giovani, quindi ho detto di no. Ho un bambino piccolo, ho impegni con la mia famiglia qui, in Turchia e in Germania. E anche con le mie associazioni di beneficenza. Chi mi conosce sa quanto io sia generoso e, da quanto ne so io, non sono stato l’unico calciatore a rifiutare il taglio degli stipendi. Ma è venuto fuori solo il mio nome. Credo che sia perchè sono due anni che la gente cerca di distruggermi, di rendermi infelice, di far sì che i tifosi ce l’abbiano con me e di dipingere un quadro della situazione che non è quello reale. E forse questa mia decisione ha anche avuto conseguenze sul campo, non lo so. Ma non ho paura di lottare per quello che credo sia giusto. E visto quello che è successo dopo, forse alla fine avevo ragione io”. Frasi che forse non faranno comunque piacere ai tifosi dei Gunners.

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