Onana lancia l’allarme razzismo: “Non ho firmato per una squadra perché essere un portiere nero lì sarebbe stato difficile”

Onana lancia l’allarme razzismo: “Non ho firmato per una squadra perché essere un portiere nero lì sarebbe stato difficile”

È stato un 2019 complicato per il calcio, sempre più bersagliato dall’emergenza del razzismo. André Onana ha rivelato che cosa significa oggi stare tra i pali sui campi di calcio di mezza Europa…

di Redazione Il Posticipo

Buuu razzisti, banane lanciate in campo, gesto della scimmia: nel decennio che sta per finire il razzismo è diventato un problema sempre più crescente nel calcio italiano, europeo e mondiale. Gli attacchi a Mario Balotelli in Serie A, quelli a Fred in Premier League, quello ad André Onana in Eredivisie: loro tre sono solo alcuni dei giocatori presi di mira dalla stupidità dei tifosi negli stadi. Ciò che ha rivelato il portiere dell’Ajax però getta un’ombra preoccupante sul futuro dei giocatori professionisti nel grande calcio.

TRASFERIMENTO MANCATO – Il portiere dell’Ajax ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Het Parool che farà discutere.
Onana ha confermato che il problema del razzismo nel mondo calcio c’è e che è bello enorme. L’estremo difensore dei Lancieri ha rivelato di aver rinunciato a firmare con un’altra squadra per il colore della sua pelle: “Nel mio primo anno all’Ajax abbiamo raggiunto la finale di Europa League contro il Manchester United. Dopo quella partita, il mio agente ha parlato con un club che era interessato a me, ma ho scelto di non trasferirmi lì perché la vita per un portiere nero sarebbe stata difficile con quei tifosi. Non ho detto ‘no’ perché pensavo di non essere all’altezza”. Parole dure che confermano come il problema del razzismo ormai condizioni pure il mercato.

TRASFERTE MALEDETTE – Onana combatte ogni weekend sui campi da calcio: “Il razzismo c’è e va affrontato quasi in tutte le partite fuori casa”. Il portiere però non è disposto a cadere di fronte alle provocazioni dei tifosi: “Non lo faccio perché è quello che vogliono. Loro conoscono solo questo modo per ferirci. Non bado a qualcosa che non posso controllare. L’unica cosa che posso fare è essere me stesso”. Onana non arretra di un centimetro, anche se la sua carriera in un certo senso è stata già condizionata per sempre dalla stupidità dei razzisti da stadio.

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