Onana e il sogno Serie A infranto: “Mi ha cercato un club italiano, ma non mi hanno preso perchè un portiere nero era un problema per i tifosi”

Onana e il sogno Serie A infranto: “Mi ha cercato un club italiano, ma non mi hanno preso perchè un portiere nero era un problema per i tifosi”

È un periodo complicato per il calcio, sempre più bersagliato dall’emergenza del razzismo. André Onana ha rivelato che cosa significa oggi stare tra i pali sui campi di calcio di mezza Europa…

di Redazione Il Posticipo

Buuu razzisti, banane lanciate in campo, gesto della scimmia: nell’ultimo periodo il razzismo è diventato un problema sempre più crescente nel calcio italiano, europeo e mondiale. Gli attacchi a Mario Balotelli in Serie A, quelli a diversi calciatori di colore in Premier League, ma anche in Eredivisie. Sono molti o giocatori presi di mira dalla stupidità dei tifosi negli stadi. Ciò che ha rivelato il portiere dell’Ajax Andre Onana, però, getta un’ombra preoccupante sul futuro dei giocatori professionisti nel grande calcio.

TRASFERIMENTO MANCATO – Il portiere dell’Ajax ha rilasciato un’intervista ai microfoni di NBC che farà discutere. Onana ha confermato che il problema del razzismo nel mondo calcio c’è e che è bello enorme. L’estremo difensore dei Lancieri ha rivelato di aver rinunciato a firmare con un’altra squadra per il colore della sua pelle: “Nel mio primo anno all’Ajax abbiamo raggiunto la finale di Europa League contro il Manchester United. Dopo quella partita, il mio agente ha parlato con un club italiano che era interessato a me, ma poi mi hanno detto ‘sei un gran calciatore, ma comprare un portiere nero sarebbe un problema per i nostri tifosi’. Ovviamente mi ha fatto male, ma alla fine meglio che non mi abbiano preso per quel motivo piuttosto che perchè non ero abbastanza forte per loro”. Parole dure, che comunque confermano come il problema del razzismo ormai condizioni pure il mercato.

ESSERE SE STESSO – Onana combatte ogni weekend sui campi da calcio: “Il razzismo c’è e va affrontato quasi in tutte le partite fuori casa”. Il portiere però non è disposto a cadere di fronte alle provocazioni dei tifosi: “Non lo faccio perché è quello che vogliono. Loro conoscono solo questo modo per ferirci. Non bado a qualcosa che non posso controllare. L’unica cosa che posso fare è essere me stesso”, aveva spiegato qualche mese fa. E ora conferma: “Non posso cambiare quello che sono, perchè dovrei preoccuparmene? Sono nero e africano e ne vado orgoglioso. E se a qualcuno non piaccio perchè sono nero, non c’è problema. Sicuramente non me ne importa niente”. Onana non arretra di un centimetro, anche se la sua carriera in un certo senso è stata già condizionata per sempre dalla stupidità dei razzisti da stadio.

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