Oliver vittima della tecnologia. E Mou: “Non fatemi parlare di lui…”

Oliver vittima della tecnologia. E Mou: “Non fatemi parlare di lui…”

Oliver ancora una volta decisivo. Allo special One non sono andati giù i pochi minuti di recupero concessi dall’arbitro che aveva interrotto il gioco per tre minuti e mezzo intervenire sulla batteria scarica che gli impediva di comunicare con la stanza VAR…

di Redazione Il Posticipo

Ancora una volta Oliver. L’arbitro inglese, suo malgrado, è vittima di una situazione tragicomica durante Warford  Tottenham. Il direttore di gara ha dovuto interrompere la partita per tre minuti e mezzo a causa della sostituzione della batteria della sua trasmittente. Poi però prende una decisione che fa arrabbiare Mou…

STOP – Tutto nasce da un episodio controverso. Fallo di Capoue. L’intervento del giocatore del Watford è molto duro, ed è stato rivisto per capire se ci fossero gli estremi per il cartellino rosso. Nel momento in cui Oliver si è recato al video si è trovato in difficoltà. Le trasmissioni erano interrotte perché una batteria del suo equipaggiamento era scarica. Dopo uno stop di tre minuti e mezzo, compreso un… comico pit stop con il quarto uomo, non si è deciso per il rosso. Il match è ricominciato con un calcio di punizione a favore degli Spurs. Decisione tutto sommato giusta, ma al termine del match, Oliver ha deciso di segnalare solo due minuti di recupero. Quanto basta per mandare su tutte le furie Mourinho…

NO COMMENT – Come riportato da Football London, il tecnico portoghese sceglie la strada del silenzio. “Preferisco non rispondere. Per parlare del VAR e dell’arbitro, del signor Oliver e del signor Kevin Friend, prenderei una direzione in cui non voglio andare. Dovrei  parlare di molte cose e preferisco non farlo”. Perlomeno non ci sono polemiche sul gol non gol. In questo caso Mou sceglie… La Palisse. “La tecnologia che amo e rispetto nel gioco, ovvero la gol – line technology, non fa mai un errore. Non abbiamo vinto per un centimetro, forse per un millimetro, ma ormai mi sono abituato. Non provo nemmeno emozione perché aspetto gol o no e proseguo. Questione si sfortuna”.

ATTACCANTE – Emergono, senza Kane, le difficoltà in attacco. “Penso che dobbiamo adattarci a ciò che abbiamo e ci siamo riusciti anche bene. Se è possibile è meglio se arrivi un attaccante, ma solo se ci sono le possibilità giuste. Vogliamo tutti il meglio per il club, ma occorre fare quanto possibile e farlo bene. Questa non è l’ultima partita della storia del Tottenham, ne abbiamo un’altra mercoledì e molte altre nella prossima stagione. Dobbiamo essere calmi”.

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