Olanda – Italia, il ricordo di Fiore: “Vedevo tutto arancione e temevo la goleada, poi per loro si è fatta difficile…”

L’ex centrocampista azzurro, presente nella semifinale di Euro 2000 tra Italia e Olanda, ricorda la sfida.

di Redazione Il Posticipo

Stefano Fiore, presente nella semifinale di Euro 2000 tra Italia e Olanda, ricorda la sfida ai microfoni di TMW Radio. Una partita epica resa ancora più memorabile dalla resistenza in inferiorità numerica sino al trionfo dagli undici metri.

ARANCIONE – Il primo ricordo di Fiore è legato al colore: “Ricordo tanto arancione, l’arena di Amsterdam era stracolma. Giocavamo contro una squadra fortissima. Dopo mezz’ora siamo rimasti in dieci: la sensazione era che potesse finire in goleada e invece alla fine il nostro compattarci nelle difficoltà e saper giocare un certo tipo di partita ha reso psicologicamente tutto più difficile per l’Olanda. Dopo due rigori sbagliati e nessun gol ai supplementari per loro si è fatta dura”. Emozioni diverse in campo e in panchina. Zoff era serenissimo “Anche in una situazione così, riuscì ancora una volta a mantenere il suo aplomb, il suo equilibrio. Era la sua e la nostra forza, e vedere uno così tranquillo ci rendeva abbastanza sereni”

CUCCHIAIO – Ai rigori passa alla storia anche il cucchiaio di Totti: “Il confine tra fenomeno e pirla in quel caso è sottile. Io sono uscito prima dei rigori e non potevo essere al centro del campo lì con loro. Non ho potuto sentire quando disse agli altri che avrebbe provato a fare questa follia. Probabilmente nessuno gli credette, ma il fatto che l’Olanda ne avesse già sbagliati un paio alleggerì il tentativo. Comunque fu un colpo da campione, perché aveva la qualità”.

FINALE – Il destino però è in agguato e presenta il conto in Finale. “Per quanto epica, quella con l’Olanda era una semifinale, non dava nessun titolo. L’epilogo con la Francia ha nettamente cambiato tutto quanto di buono avevamo fatto. Il calcio è crudele: con l’Olanda non meritavamo, mentre in finale giocammo meglio della Francia, più forte degli orange, ma a pochi secondi dal fischio finale successe quello che tutti ricordiamo, il golden gol di Trezeguet che ci tagliò le gambe. Ce lo aspettavamo, perché il gol di Wiltord ci aveva ammazzati. Per me fu la prima esperienza azzurra e rimane comunque un ricordo abbastanza dolce”.

 

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