Nouri, finalmente buone notizie: si è risvegliato dal coma e riconosce i familiari

Dall’Olanda arrivano finalmente buone notizie sullo stato di salute di Abdelhak “Appie” Nouri, il calciatore dell’Ajax che ha rischiato la vita per un arresto cardiaco durante un’amichevole nella scorsa estate. Il ragazzo è cosciente e riesce a comunicare con la sua famiglia.

di Redazione Il Posticipo

Dall’Olanda arrivano finalmente buone notizie sullo stato di salute di Abdelhak “Appie” Nouri, il calciatore dell’Ajax che ha rischiato la vita per un arresto cardiaco durante un’amichevole nella scorsa estate. Dopo un anno in cui le speranze di un seppur minimo recupero del ragazzo sembravano ridotte al lumicino, la famiglia ha rilasciato delle dichiarazioni alla testata NL Times che lasciano trasparire qualche spiraglio di miglioramento. Parole che certamente faranno piacere anche ai tanti amici di Appie (come Kluivert, Younes e Diks, che in Italia hanno tutti scelto la maglia numero 34 per onorare l’ex compagno di squadra) che dall’8 luglio 2018 sono in pena per la salute del giovanissimo calciatore dei lancieri.

MIGLIORAMENTI – Dall’incidente Nouri ha riportato danni cerebrali, dovuti ai secondi passati senza adeguata ossigenazione al cervello e per parecchio tempo è stato in coma indotto, prima di risvegliarsi e riconoscere i famigliari il 5 agosto scorso. E la situazione, come confermano il padre e i fratelli del calciatore, è in evoluzione. “Se guardiamo a come stava, adesso va molto meglio. Il suo stato neurologico è migliorato molto negli ultimi mesi”. Al punto che ora è anche possibile comunicare con Appie. “Ora si riesce anche a metterlo sulla sedia a rotelle, prima non era possibile. Ha sofferto molti alti e bassi, ma a livello di coscienza e comunicazione va molto meglio. Ci riconosce. E se gli diciamo cose come ‘apri la bocca’ o ‘muovi il sopracciglio’, lui lo fa“.

FAMIGLIA – Segni tangibili di miglioramento, nonostante i problemi continuino a non mancare. “C’è sempre qualcuno accanto a lui, per aiutarlo a evitare un declino fisico. È bloccato a letto, con le sue forze riesce a muovere solamente la testa“. Ma la presenza della sua famiglia lo sta aiutando molto. “All’inizio non potevamo seguirlo 24 ore al giorno, c’erano degli orari. Ma poi i dottori hanno visto che con noi intorno è più calmo. Lo rassicuriamo, sente voci che conosce“. La volontà della famiglia, dopo i vari spostamenti nel corso di tredici mesi, è quella di riportarlo a casa. “Abbiamo imparato molte cose. Sappiamo dargli alcune medicine e il cibo. Dobbiamo essere in grado di farlo, in caso tornasse a casa“. La speranza, dunque, è ancora viva. E Appie continua a giocare la sua partita più importante, circondato dal tifo di tutti.

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