“Nooo Romelu mio”… Il labiale di Conte. Il paradosso di Lukaku…

“Nooo Romelu mio”… Il labiale di Conte. Il paradosso di Lukaku…

Le parole del tecnico dopo il gol fotografano la delusione per un ragazzo che non meritava una beffa del genere.

di Redazione Il Posticipo

Ad un passo dalla coppa. Sino all’episodio che sposta la gara e la indirizza verso Siviglia. Il “Nooo Romelu mio nooo”. Il labiale di Conte è insieme, presagio e sintesi. Il paradosso di Lukaku.  Il belga segna come Ronaldo ma un gol  è nella porta sbagliata per la disperazione di Conte. Le parole del tecnico fotografano il match. Una istantanea fra disperazione e delusione. Spiace, per il ragazzo che non meritava una beffa del genere dopo aver trascinato l’Inter a giocarsi una finale internazionale dopo 10 anni.

FREDDEZZA – Per i suoi detrattori, non è una novità. Al netto dei numeri stratosferici in Premier e con il Belgio e in campionato,  il centravanti spesso riesce a dare il meglio contro le “piccole”. Negli scontri diretti, quelli che pesano davvero, il ragazzo non è riuscito a essere decisivo.  Una vecchia teoria del calcio spiega che i gol non solo debbano essere contati, ma anche pesati. Lukaku trasforma con straordinaria freddezza il rigore che dopo 5′ sembra spianare la strada all’Inter. Poi però davanti a Bono, non riesce a vincere l’uno contro uno. E dopo, l’autogol.

SFORTUNA – Poi ci si mette di mezzo anche la sfortuna. Una rovesciata per i fotografi di Diego Carlos incrocia il piede del centravanti nerazzurro che piazza, di puro istinto il piede. La porta però è quella sbagliata. Il pallone cambia traiettoria e diviene imparabile. Una rete che riassume la crudeltà di un gioco dove, a certi livelli, non sono concesse sbavature e ogni distrazione è pagata carissima. Non era serata, per Lukaku che rinvia, ancora una volta, l’appuntamento con una affermazione piena e assoluta al rango di fuoriclasse. Colpevolizzarlo, però, appare ingiusto e ingeneroso. In fondo, se l’Inter ha vissuto un sogno, è stato tutto per merito suo. Una favola senza lieto fine. Il calcio dà, il calcio toglie. E spesso il tempo è galantuomo. La rivincita, per “Romelu mio” arriverà.

 

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