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Non c’è due senza tre: il Chelsea va in finale di Champions solo…esonerando l’allenatore!

(Photo by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)

Nel corso degli anni, Roman Abramovich si è fatto la nomea di mangia allenatori e la stagione in corso sembra confermare questa percezione. Ma forse il magnate russo si è solamente accorto di una coincidenza perlomeno particolare...

Redazione Il Posticipo

Nel corso degli anni, Roman Abramovich si è fatto la nomea di mangia allenatori e la stagione in corso sembra confermare questa percezione. L’addio a Lampard, con l’arrivo a Stamford Bridge di Tuchel, è solo l’ultimo benservito di quelli messi in atto dal numero uno del Chelsea. Che però a questo punto viene il dubbio si sia accorto di una cosa: che i Blues riescono ad arrampicarsi fino alla finale di Champions League solo se a guidarli è un tecnico subentrato. E se due indizi sono una coincidenza, tre cominciano a fare una prova, visto che anche il tedesco è arrivato in corsa come i due predecessori che hanno guidato il Chelsea nell’ultimo atto della massima manifestazione continentale.

GRANT - Ad aprire questa storia, neanche a dirlo, c’è Josè Mourinho. Lo Special One arriva al Chelsea dopo aver vinto la Champions con il Porto, ma nonostante in Premier League i Blues si impongano con un pugno di ferro, in Europa non va benissimo. Nella stagione 2007/08, però, la squadra londinese riesce a volare a Mosca, per affrontare in finale il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Peccato che in panchina Mou non ci sia: il portoghese è stato esonerato poco dopo l’inizio della stagione e a guidare il Chelsea Abramovich ha chiamato l’israeliano Avram Grant, che arriva da semi-sconosciuto traghettatore e per poco non fa il colpaccio. Anzi, lo avrebbe fatto se John Terry non fosse inciampato all'ultimo calcio di rigore, quello che avrebbe regalato il trofeo ai Blues.

 LONDON, ENGLAND - MAY 15: Portsmouth Manager Avram Grant salutes the fans at the end of the FA Cup sponsored by E.ON Final match between Chelsea and Portsmouth at Wembley Stadium on May 15, 2010 in London, England. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

DI MATTEO - Chi invece a fare il colpaccio ci riesce eccome è Roberto Di Matteo, che quando nel 2012 vince la Champions League lo fa nello stupore generale. L'ex centrocampista azzurro aveva infatti iniziato la stagione come assistente dello...Special Two, Villas-Boas, che però a Londra naufraga. Anche stavolta Abramovich, che continua a spendere milioni in buonuscite, opta per una scelta conservativa e promuove Di Matteo, che piano piano conquista la fiducia dei giocatori. E quando in rosa c'è gente come Lampard, Terry e Drogba, succede anche l'inimmaginabile, come vincere la finale in casa del Bayern Monaco quando a pochi minuti dal termine si è sotto di un gol. Chissà, forse sono questi gli esempi che hanno portato il magnate russo a cacciare Lampard. Del resto non è vero...ma ci credo.