Nkunku: “Sognavo la fascia di capitano del PSG. Ora, la maglia della nazionale francese”

Un passato al PSG e un presente al Lipsia lontano da Parigi e da una squadra che non ha creduto in lui. Ora il ragazzo insegue la rivincita con il Lipsia.

di Redazione Il Posticipo

Christopher Nkunku, un passato al PSG e un presente al Lipsia lontano da Parigi e da una squadra che non ha creduto in lui. I numeri dicono altro: 13 assist in Bundesliga e una prima stagione molto convincente al Lipsia. Forse non basterà per tornare sotto la torre Eiffel, ma a lui non importa. Sogna la Francia, non il PSG.

CRESCITA – Un talento in formazione, nel senso più pieno del termine. “Fisicamente, ero chiaramente al di sotto della media. A 15 anni, non ero alto nemmeno un metro e mezzo ed ero ancora piuttosto fragile. Ovviamente c’era una preferenza per giocatori già sviluppati. Ho dubitato un po’ del mio futuro nel calcio, a quei tempi”. Poi cresce. Anche in campo. Sino ad arrivare in prima squadra. Un ricordo indelebile. “Ero in camera, mi squilla il telefono ma non rispondo. Alla seconda chiamata, capisco che può essere importante. Era il mio allenatore dell’Under 19 che mi informava della convocazione con la prima squadra. Sono sceso di corsa e mi sono precipitato negli spogliatoi. Avevo paura che, se non mi avessero visto, avrebbero chiamato qualcun altro. Credo sia stato lo scatto più veloce della mia carriera”.

SPERANZA – C’è ancora qualche rimpianto per l’esperienza parigina, ma spazio anche per i sogni. “Ero convinto che avrei potuto impormi, ritagliarmi spazio e minuti. Sapevo che sarei dovuto partire, ma Tuchel mi ha anche detto che contava sui giovani e su di me. Evidentemente le cose non sono andate come speravo, ma non provo alcuna sensazione di fallimento. Creso dia un peccato perché mi sentivo in grado di potere restare. Ho persino sognato di diventare un giorno il capitano del PSG”. Adesso spero di vestire un altra maglia… francese. “Il blu, come colore, mi sta bene e poi quella maglia lì, con due stelle dorate sul petto, mi starebbe ancora meglio”.
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