Niall Quinn’s Taxi Cabs: quando il presidente paga il taxi alla tifoseria

C’è davvero bisogno del Natale per essere più buoni? Evidentemente no. Basta chiedere a Niall Quinn, che nel 2007 ha sovvenzionato il ritorno a casa dei suoi tifosi, quattrocento chilometri da Bristol a Sunderland.

di Francesco Cavallini

C’è davvero bisogno del Natale per essere più buoni? Evidentemente no. Lo sport è pieno di esempi di sportivi che, nel silenzio che contraddistingue la bontà d’animo, contribuiscono a rendere il mondo migliore con la loro popolarità o con le proprie disponibilità economiche. È anche vero però che nella stragrande maggioranza dei casi, questi gesti sono chiaramente rivolti a chi è meno fortunato. C’è chi crea fondazioni, come Rooney o Zuniga, chi da anni sovvenziona strutture pediatriche, come Francesco Totti…e poi c’è chi ha pagato il taxi ad un’intera tifoseria. Sì, avete letto bene. Taxi pagato ad un nutrito gruppo di supporter in trasferta. Questa è la storia di Niall Quinn e dei suoi taxi.

Una lite in discoteca crea un coro leggendario

Proprio quel Niall Quinn che forse qualcuno ricorderà con l’Irlanda a Italia ’90 o con la maglia di Arsenal, Manchester City e Sunderland nel campionato inglese tra anni Ottanta e inizio del nuovo millennio. Beh, Niall Quinn è irlandese, ma ha lasciato il suo cuore a Sunderland, diventando una bandiera del club e, nel 2006, addirittura presidente dei Black Cats. Ma per raccontare questa storia come merita, c’è bisogno di fare un salto indietro.

Al 1992, anno in cui il Manchester City è in ritiro in Italia. I Citizens si stanno godendo una serata in discoteca, quando Quinn e Steve McMahon cominciano a litigare. Risolta la singolar tenzone, Quinn si toglie la maglia, ormai a brandelli e insanguinata, e rimane a ballare con un paio di jeans cortissimi e strappati. L’irlandese non può sapere che nello stesso locale c’è un gruppo di tifosi del City, che sulle note di Stars and Stripes forever gli dedica per la prima volta un coro destinato a rimanere immortale: Niall Quinn’s Disco Pants.

Un volo un po’ troppo turbolento

Un decennio dopo, Niall Quinn’s Disco Pants è stata incisa su un disco (che ha raggiunto la posizione numero 56 in classifica) dallo stesso Quinn e soprattutto lo ha seguito fino a Sunderland, sia da giocatore che, successivamente da allenatore e da presidente del club. Nel 2006 infatti un consorzio acquista i Black Cats e, oltre alla panchina, dà all’irlandese anche la poltrona da dirigente. Da manager Quinn non si fa notare, ma da presidente passa alla storia in maniera abbastanza bizarra.

L’ambientazione della scena è l’aeroporto di Bristol. Il Sunderland sta tornando da Cardiff e per ragioni logistiche il presidente ha scelto di non partire con il pullman della squadra, ma con un volo di linea. Il problema è che sullo stesso volo ci sono almeno 100 tifosi dei Black Cats, che hanno appena vinto una partita molto importante per assicurarsi la promozione in Premier League. E sono allegri. Forse un po’ troppo. Anzi, senza forse, perchè come se fossero allo stadio, alla vista di Quinn cominciano a cantare a squarciagola…ovviamente Niall Quinn’s Disco Pants, causando l’ilarità degli altri passeggeri, ma disturbando pilota ed equipaggio, che, dopo un breve conciliabolo, decidono di lasciare a terra il folcloristico gruppo di supporters.

Niall Quinn’s taxi cabs

Ma assieme a loro scende dal volo anche Niall Quinn, che da buon presidente prende in mano la situazione. Non ci fanno volare? E noi torniamo a Sunderland in taxi. Quattrocento chilometri, una passeggiata. Chi paga? Chiaramente Niall Quinn. Che, come un insegnante in gita scolastica, divide i suoi tifosi in gruppi per prossimità geografica e via via li manda sulle vetture che arrivano, ripartendo per ultimo e spendendo ottomila sterline per questo trasferimento cumulativo. Se prima Quinn era un mito, ora è diventato leggenda.

E anche ora che ha lasciato il Sunderland, iniziando una buona carriera da opinionista, ogni qual volta torna nella città che l’ha adottato, la serenata del pubblico è assicurata. Ma dai tempi del Manchester City, sono cambiate le parole del classico motivetto. Non sono più i pantaloni i protagonisti ma i taxi. Niall Quinn’s taxi cabs. Il segno tangibile di un presidente che per i suoi tifosi…ha fatto davvero di tutto.

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