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Neymar da brividi: “Dopo lo scontro con Zuniga, non sentivo le gambe. Due centimetri e sarei paralizzato”

FORTALEZA, BRAZIL - JULY 04:  Neymar of Brazil is challenged by Juan Camilo Zuniga of Colombia during the 2014 FIFA World Cup Brazil Quarter Final match between Brazil and Colombia at Castelao on July 4, 2014 in Fortaleza, Brazil.  This tackle resulted in injury to Neymar and ended the player's World Cup. (Photo by Jamie McDonald/Getty Images)

Neymar rivive la sfida con la Colombia del mondiale 2014 in un racconto da pelle d'oca

Redazione Il Posticipo

Neymar rivive la sfida con la Colombia del mondiale 2014 in un racconto da pelle d'oca pubblicato dal profilo spagnolo di DAZN, in un documentario che ha ripercorso il momento probabilmente più difficile e spaventoso della carriera del brasiliano. Il famoso scontro con Zuniga che gli ha impedito di continuare a giocare il mondiale e lo ha portato a due centimetri dal non poter più camminare.

PAURA - Il ricordo è ancora nitido. Una carica molto dura del colombiano. Un colpo alla schiena e un dolore atroce. "Non riuscivo a muovere le gambe. Marcelo ha cercato di aiutarmi ad alzarmi, ma non ci è riuscito. Ha provato a muovere le gambe, ma non ha avuto la forza di alarmi. Gli ho detto che non riuscivo a sentire le gambe. Sono uscito immediatamente e mi hanno portato in infermeria. Mancavano 2 minuti. Ricordo che avevo la gamba piegata e i medici me l'hanno allungata. Ho sentito sentito una scossa ma ancora non riuscivo a muovere i piedi. A quel punto ho iniziato a piangere disperatamente".

ESAMI - La tensione è alle stelle Neymar ha paura di aver perso la possibilità di continuare a giocare il "suo" Mondiale. "Mi hanno portato in ospedale, mi hanno esaminato e il dottore mi ha detto: 'Ho due notizie, una buona e una cattiva. Quale che0 fate vuoi?" "Dammi la brutta notizia." Ha detto: "Che sei fuori dai Mondiali." E piangendo gli ho chiesto: E qual è quella buona allora? E lui ha detto: "Se fossero stati due centimetri di lato, non avresti più camminato." E lì mi sono messo a piangere perché dovevo lasciare il Mondiale e perché ero infortunato".

DOLORE - Nella fortuna, la sfortuna di aver perso una occasione irripetibile. Il Mondiale in casa. Il Brasile, senza il suo apporto crollerà in semifinale.  “Sono arrivato in aeroporto direttamente dall'ospedale. Mi hanno portato su una pedana perché ero ancora in barella e tutti i c'erano giocatori. Avevano tutti gli occhi rossi come se avessero pianto. È lì che ho visto mio padre, la nazionale lo aveva portato sull'aereo. Non sono stato in grado di digli niente. Potevo solo piangere di vero dolore perché è stato un momento molto triste per me".