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Neymar: “Non è il PSG più forte, ma può vincere. Mbappè straordinario ma Messi…”

Ventotto anni e un futuro ancora da scrivere. Magari con qualche trofeo internazionale da mettere in bacheca. E adesso vuole vincere in Francia, in Europa e con il Brasile.

Redazione Il Posticipo

Ventotto anni e un futuro ancora da scrivere. Magari con qualche trofeo internazionale da mettere in bacheca. Infortuni e cali di forma hanno un po' annacquato l'immagine di Neymar, uno dei talenti più limpidi della sua generazione. L'unico modo per ritrovare smalto, è vincere. In Francia, in Europa e poi con il Brasile. Un regalo speciale che O' Ney si farebbe volentieri, come dichiarato in una intervista alla FIFA.

PSG - Il calciatore brasiliano, che ha festeggiato i 28 anni con i compagni, si è espresso anche sull'aria di novità che si respira a Parigi. Parlando anche del rapporto con Mbappè: "Kylian è un fenomeno. Ha il potenziale per diventare uno dei migliori giocatori della storia. Vederlo come compagno di squadra è un grande onore. Ci capiamo molto bene in campo e anche fuori. Non è il Paris Saint Germain più forte in cui ho giocato, però sento un'atmosfera e una consapevolezza diversa, e questo aiuta molto nella quotidianità". Il Barcellona, però, resta un capitolo a parte, anche da un punto di vista professionale. "Giocare al fianco di Messi, comunque, è stata un'esperienza unica. Siamo diventati amici. Fra tutti quelli che visto giocare, Messi è il migliore della storia". 

BRASILE - Dal club alla Nazionale: Neymar ha perso l'opportunità di vincere con il Brasile. I prossimi obiettivi sono la prossima Copa America. E poi l'appuntamento in Qatar. Ennesima occasione per vincere il mondiale sempre sfuggitogli. "Le nazionali più complicate da affrontare sono Francia, Belgio, Inghilterra e Argentina. È stato davvero difficile non aver giocato la Copa America. Mi sono ripreso in Brasile e ho colto l'occasione per seguire i miei compagni di squadra. Ho messo da parte l'essere un giocatore e sono diventato un sostenitore come milioni di altri brasiliani. È stato incredibile e mi ha ricordato i giorni della mia infanzia quando sono andato allo stadio con mio padre". Certo, però, vincere da protagonisti è un'altra cosa...