Nesta: “Io allenatore della Lazio? Magari…”

Alessandro Nesta intervenuto ai microfoni di RMC Sport Network parla di tutto e ammette che allenare la Lazio sarebbe un grande traguardo.

di Redazione Il Posticipo

Alessandro Nesta, a tutto campo ai microfoni di RMC Sport Network. Il tecnico del Perugia ha parlato di tutto: dalla sua esperienza da allenatore sino alle analisi di mercato. “L’arrivo di Cristiano Ronaldo? Mi sono dimenticato come si marca, ma il suo arrivo è un segnale. La serie A sta tornando”, passando attraverso le analisi del campionato. E la confessione di un sogno: allenare la Lazio.

PERUGIA – Si inizia da Perugia, una scelta precisa: “Dopo tanti anni all’estero volevo tornare in Italia, mi è capitata questa grande occasione e l’ho presa. E’ un club ricco di storia, una piazza importante per crescere, il posto giusto per me. Abbiamo cambiato molto, in questi ultimi giorni di mercato cercheremo di allestire una rosa per un campionato competitivo in B

EREDI  – In serie A chi sono gli eredi di Nesta? In particolare al Milan, sembrano esserci due predestinati: “Caldara al Milan è perfetto. Crea una coppia completa con Romagnoli e spero sia quella della Nazionale. Sono ragazzi seri, li conosco, spero che facciano benissimo. Caldara porta giovinezza, freschezza fisica. Il Milan deve tornare in Champions e farli crescere in Europa. Bonucci? Ha grande esperienza, ciò che manca a Caldara. Non so che ragionamento hanno fatto le due società. Diciamo che è andata bene a tutte e due“.

MILAN – Oltre a Caldara anche Higuain. Il Milan sembra tornato ad alti livelli definitivamente. “Finalmente. la cosa più importante è che sia tornato Maldini. Doveva succedere prima,  è arrivato in ritardo. Lui sa cosa significa essere al Milan e può ricreare la mentalità giusta. Negli ultimi anni si è perso il significato del Milan. Prima, superavi il cancello di Milanello sapevi come comportarti, ora no. Il ritorno di Maldini è importante per questo

LAZIO – Nesta significa anche e soprattutto Lazio, la squadra cui è rimasto più legato: Inzaghi è al terzo anno, quasi un record. “Simone ha fatto benissimo, ha dato una identità chiara alla squadra. Non l’immaginavo così bravo in panchina. Milinkovic? Fosse per lui lo terrebbe sempre, ma dipende dai presidenti e dalle cifre. Dipende che offerta arriverà. Se allenerò mai la Lazio? Magari…significa aver lavorato bene

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