Nelson Cuevas incontra Ronaldinho: “È triste in carcere. Secondo me è una vittima, credo sia una brava persona”

Nelson Cuevas incontra Ronaldinho: “È triste in carcere. Secondo me è una vittima, credo sia una brava persona”

Da quando Ronaldinho è stato arrestato ad Asuncion a causa di un passaporto falso, il Paraguay è finito al centro dei riflettori. Nelson Cuevas, ex ala del River Plate e della nazionale paraguaiana, ha avuto modo di vedere Dinho in carcere. E spiega che il brasiliano è un po’ provato dalla situazione.

di Redazione Il Posticipo

Da quando Ronaldinho è stato arrestato ad Asuncion a causa di un passaporto falso, il Paraguay è finito al centro dei riflettori. Anche perchè quando un campione come il brasiliano finisce in carcere, la curiosità degli appassionati è inevitabile. L’ex Barcellona aspetta di capire se sarà possibile uscire pagando una mega-cauzione (nell’ordine del milione e mezzo di euro), ma intanto si gode il torneo carcerario di calcetto e ha la possibilità di incontrare vecchi amici. È il caso di Nelson Cuevas, ex ala del River Plate e della nazionale paraguaiana, che ha avuto modo di vedere Dinho.

TRISTE – Lo riporta Mundo Deportivo, spiegando che Cuevas è uno dei pochi ad aver incontrato faccia a faccia il verdeoro. E i due si sono anche fatti un selfie assieme. “Ho visto Ronaldinho ed è triste in prigione, anche se potrebbe uscire presto. È solamente triste per la situazione che si è creata, tutto il resto è in mano ai suoi avvocati”. Per il resto non c’è da preoccuparsi, perchè, Dinho è trattato bene.”Rispetto agli altri penitenziari è grande, ha spazio. Ma non quanto è abituato ad averne lui. Per fortuna ha anche potuto giocare a pallone. È insieme a suo fratello, in una cella che ha due letti”.

VITTIMA – Sull’arresto dell’ex collega, Cuevas mantiene un profilo basso. “Abbiamo parlato di come sta, cerchiamo di capire come possiamo aiutarlo. Personalmente penso che che Ronaldinho sia una vittima. Se ha usato quei documenti che gli hanno dato, è una questione interna al Paraguay. Io gli sono vicino, spero che si chiarisca tutto nella maniera più rapida possibile, così che possa almeno stare agli arresti domiciliari. Per quello che posso pensarne io, è una buona persona”. Il che fa eco a quello che aveva detto l’avvocato dell’ex milanista, che ritiene che il suo cliente si sia fatto ingenuamente raggirare. Chissà cosa ne penserà la giustizia paraguaiana…

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