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Nazionali, calendario e infortuni, ecco il “lodo” Wenger: “Mondiali ogni due anni e qualificazioni a ottobre”

(Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

L'ex tecnico dell'Arsenal, oggi a capo dello sviluppo globale del calcio per la FIFA, vuole rivoluzionare il calendario.

Redazione Il Posticipo

Calendario intasato, nazionali e infortuni. A ogni sosta, quando i club fanno la conta dei calciatori infortunatisi più o meno gravemente durante la finestra dedicata alle qualificazioni per i grandi tornei, si ripropone l'atavico dilemma. E la risposta è sempre la stessa. Si gioca troppo. In questo senso, si è fatto avanti Arsene Wenger. L'ex tecnico dell'Arsenal, come riportato dall'Equipe, ha un "lodo". Mondiali ogni due anni e qualificazioni raggruppate in una sessione o al massimo due, da individuare a marzo e ottobre.

QUALIFICAZIONI - Wenger parte da un presupposto. Snellire il calendario. "Quello che abbiamo visto negli studi sul recupero è che l'affaticamento dei giocatori è influenzato dai viaggi e dai cambiamenti climatici improvvisi. Ci deve essere meno caos. Preferirei avere tutto ottobre per le nazionali. Al limite inserire una seconda finestra. Oggi le partite di qualificazione generano poco entusiasmo, il pubblico non vuole attendere un anno e mezzo prima di ogni evento. Possiamo concentrare tutto in 4/5 settimane.  I giocatori andranno in nazionale meno spesso. Fra l'altro ritengo che raggruppare le qualificazioni possa davvero  migliorare il livello di gioco e le competizioni e garantirebbe anche un periodo di riposo obbligatorio dopo le competizioni internazionali di almeno 25 giorni.

RIVOLUZIONE - Il format proposto dal francese vedrebbe anche i tornei continentali svolgersi ogni due anni, alternandosi ogni anno con la Coppa del Mondo. "L'idea è di ridurre il numero delle partite di qualificazione, di raggrupparle e poi a fine stagione di avere un Mondiale e un campionato per ogni confederazione ogni due anni. Non dovremmo introdurre nuove competizioni, ma piuttosto concentrarci su quelle che hanno un significato. Oggi per gli Europei si qualificano 24 squadre su 55, quasi la metà. E le amichevoli sono sempre meno importanti per il pubblico e le qualificazioni attirano meno interesse rispetto a 15-20 anni fa. Quello che la gente vuole sono competizioni con una posta in gioco alta, che siano facili da capire.  Alla fine, l'idea che abbiamo entrerebbe davvero in gioco solo a partire dal 2028, dal momento che i Mondiali 2026 sono già stati fissati. Ciò significa che saranno passati sette anni, durante i quali le mentalità avranno continuato a cambiare in questa direzione. Dobbiamo anticipare il futuro".