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Sotto l’albero che vorrei: Napoli, la gestione degli uomini e dei nervi

Sarri passa un Natale assolutamente sereno, ma il Napoli deve limare qualche difetto. Nella gestione degli uomini tra campo e panchina e in quella dei...nervi.

Redazione Il Posticipo

Un Natale migliore di cosi è difficile da immaginare. Primato in classifica, record di punti nell'anno solare e prospettive tricolori. Al Napoli, sotto l'albero, serve semplicemente pazienza: i rinforzi arriveranno a febbraio con il rientro di Milik e Ghoulam. Nel frattempo Sarri deve gestire una rosa risicata, sfruttando la possibilità della sosta a gennaio. Quanto mai provvidenziale in un momento un cui gli azzurri sembrano abbastanza stanchi.

Serve un esterno e che...giochi

In ogni caso, serve un esterno, o in attacco o in difesa. Non è detto che Ghoulam torni immediatamente ai propri livelli, né è possibile che la catena di sinistra, dove si sviluppa la maggior parte del volume di gioco azzurro, continui a funzionare a intermittenza. Sarri ha risolto parzialmente il problema riscoprendo Zielinski come sostituto di Insigne, ma è una soluzione tampone, dettata dall'emergenza e dalla scarsa fiducia nei ricambi. Ounas deve crescere, Giaccherini è una risorsa che però è difficilmente utilizzabile nello scacchiere tattico di un tecnico molto dogmatico che necessita di specialisti del ruolo. E Mario Rui dovrà migliorare nel rendimento se vuole continuare ad essere schierato con continuità. Quindi si guarda altrove, con i nomi di Vrsalijko e Darmian sempre in auge, così come quello di Verdi per l'attacco.

Sarri deve mantenere la calma

A proposito di Sarri. Il tecnico toscano deve gestire sia la rosa che...i nervi. Fatica a inserire i nuovi innesti, soffre il turnover e i momenti in cui è “costretto” a vincere dal risultato altrui. Il Napoli è lo specchio riflesso di ciò che gli trasmette il proprio allenatore. Più a suo agio nel ruolo di inseguitore che di lepre. Il Napoli trova qualità e gioco quando non è pressato dall'esigenza del risultato a tutti i costi. Meglio giocare prima che dopo, conoscendo il risultato delle avversari dirette. Nel tennis, si chiama sindrome del “braccino”. Quando ha avuto il match-point, il Napoli spesso non è stato all'altezza. Ha bucato gli scontri diretti contro Inter e Juventus (ma ha sbancato due volte l'Olimpico) e non saputo ha saputo gestire la Champions. Liberatori dal doppio impegno, il Napoli sembra essersi ritrovato. Un limite, più che un pregio. Anche perchè, che sotto l'albero la si voglia o no, a febbraio ricomincia l'Europa League...

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