Napoli, qualche buona indicazione e Ounas mezza delusione…

Il franco-algerino in coppa Italia non è stato decisivo. Sarri evidentemente si aspettava qualcosa di più. Positivo invece l’apporto di Rog, schierato nel centrocampo di riserva.

di Redazione Il Posticipo

Il Napoli vince contro l’Udinese, ma, come tradizione, la Coppa Italia è vista come un’opportunità per schierare in campo i giocatori con meno minuti sulle gambe. Non ha tradito le attese Sarri, che ha regalato minuti di gioco a quasi tutte le seconde linee, iniziando da Sepe e finendo con Giaccherini. Rog e Ounas però, erano i due calciatori più attesi, quelli su cui tifosi e società hanno intravisto del potenziale da tenere in considerazione. Al termine della gara, tuttavia, il bicchiere è risultato mezzo vuoto: solamente il croato si è fatto trovare pronto alla chiamata.

Ounas, persa la prima chiamata

Luci ed ombre, invece, per l’algerino. Contro l’Udinese è stato schierato in campo da titolare per la prima volta da quando è arrivato a Napoli. Non una partita da ricordare, a differenza delle buone sensazioni regalate quando entrato a partita in corso contro Manchester City e Juventus. La deludente prestazione, però, non è (solo) colpa sua. È difficile per un calciatore acquisire l’intesa con i compagni senza giocare, ancora più complicato trovare il ritmo partita. Ounas è un calciatore (come Giaccherini) che ha bisogno di giocare per acquistare fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Uscire dal campo contro l’Udinese senza aver rispettato le attese non deve essere una condanna. A differenza di Giaccherini, il Napoli non ha tesserato il giovane algerino per avere un ripiego affidabile, ma per rinforzare la rosa con un possibile talento in grado di fare la differenza.

Rog, futuro da leader

L’unico motivo per cui Rog non gioca titolare, è perchè ha davanti calciatori in grado di garantire l’esperienza giusta per vincere il campionato. Sotto il punto di vista qualitativo, però, il croato non invidia alcunché a nessun centrocampista del Napoli. Movenze in campo eleganti, come se giocasse in punta di piedi, regalando comunque prestazioni concrete. Intelligente nel leggere le azioni avversarie e recuperare il possesso del pallone per poi ribaltare l’azione nell’immediato. Con soli ventidue anni sulle spalle, può vantare una consapevolezza nei propri mezzi non indifferente. Se n’è finalmente accorto anche Sarri, che lo ha cominciato a prendere in considerazione più spesso, regalandogli spezzoni di partite importanti. Ora manca solo qualche altra partenza da titolare. Ma dalla sfida contro l’Udinese, il croato esce a testa alta, candidandosi per diventare una futura colonna portante dei partenopei.


.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy