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Nagelsmann: in bagno pensa. E dal logopedista urla…

Nagelsmann, un prodigio del calcio tedesco che ha le sue migliori idee... in bagno e che è dovuto andare da un logopedista per imparare a... urlare.

Redazione Il Posticipo

La notizia dell'incarico di Nagelsmann da parte del Bayern Monaco sta facendo discutere da giorni.  Si parla di campionato falsato da un accordo annunciato a stagione in corso. Si pone l'indice sull'incoerenza di quando Nagelsmann si era infuriato col Bayern per aver annunciato l'ingaggio di Upamecano. Si sa poco di  alcuni aspetti del giovanissimo allenatore che dalla prossima stagione guiderà i bavaresi. Un prodigio del calcio tedesco che ha le sue migliori idee... in bagno e che è dovuto andare da un logopedista per imparare a... urlare.

IL POZZO DELLE IDEE - L'allenatore trentatreenne ha rilasciato un'intervista alla BILD nella quale ha voluto distogliere l'attenzione dalle polemiche e raccontare un po' più a fondo il Julian Nagelsmann che non tutti conoscono. Ad esempio, ha raccontato che le sue migliori intuizioni tattiche non le ha avute in panchina o nel suo studio in Sassonia ma... in bagno. "Mi metto a scarabocchiare le mie idee su un pezzo di carta con matita e righello". Sarebbe inconcepibile, in altri casi, pensare che il successo calcistico possa essere correlato con la regolarità del transito intestinale ma, a quanto pare, quando la natura chiama la tattica risponde.

 (Photo by Alexander Hassenstein/Getty Images)

LOGOPEDISTA - Poi, Nagelsmann rivela che al solo Guardiola chiederebbe consiglio o permetterebbe di vedere il contenuto dei suoi appunti. Stando a quanto riportato dal Sun, il tedesco avrebbe anche rivelato di incontrarsi con un logopedista. Non che l'allenatore abbia particolari difetti di pronuncia o abbia difficoltà nel parlare. Semplicemente lo scopo dei suoi incontri con lo specialista sono finalizzati a... urlare meglio. "Urlo molto nella vita di tuti i giorni, non solo in campo". Probabilmente, grazie al superpotere acquisito grazie allo specialista sarà forse l'unico allenatore a non 'soffrire' il rientro dei tifosi allo stadio ora che tutti si sono abituati a riuscire a farsi sentire dai propri giocatori in campo.