Nagelsmann lascia la porta aperta alla Premier dopo il ‘no’ al Real: “Il calcio inglese è il sogno per ogni allenatore, seguo Klopp e Guardiola”

Nagelsmann lascia la porta aperta alla Premier dopo il ‘no’ al Real: “Il calcio inglese è il sogno per ogni allenatore, seguo Klopp e Guardiola”

Trentadue anni, quasi trentatré: comunque sia un prodigio prima all’Hoffenheim e poi al Lipsia. Julian Nagelsmann si è già preso il calcio tedesco, ma vuole darsi il tempo necessario per crescere e spiccare il volo, magari verso l’Inghilterra…

di Redazione Il Posticipo

Giovanissimo e con un futuro davanti, probabilmente vincente. Julian Nagelsmann continua a impressionare tutti in Germania, dove ha guidato la fiaba Hoffenheim lasciato nel 2019 per sbarcare al Lipsia, il nuovo gigante del calcio tedesco. Il 32enne Nagelsmann guida la squadra che tallona i campioni del Bayern Monaco e sogna di vincere la prima Bundesliga della sua storia. Che il ragazzo originario di Landsberg am Lech sia bravo a fare il suo mestiere non è una notizia: il Real Madrid lo sa benissimo avendo provato a prenderlo nell’estate 2018 al posto di Zinedine Zidane dimissionario dopo le tre vittorie consecutive in Champions League. Allora Nagelsmann ha detto ‘no’, oggi invece  lascia una porta aperta ai top-club, cominciando da quelli che giocano e strappano applausi nel campionato inglese.

GRAN RIFIUTO – Quando il Real si è fatto sotto, Nagelsmann non se l’è sentita. L’allenatore ha spiegato che cosa lo ha spinto a dire ‘no’ a Florentino Perez ai microfoni del The Independent: “Se il Real ti chiama, ci pensi. All’inizio sono stato sorpreso, l’ho valutato, ma non me la sentivo di andarci. Voglio migliorare. Al Real non c’è tempo per migliorare come manager, devi essere già il più bravo di tutti. Se vai al Real o al Barça, tifosi e media non ti danno il tempo di crescere”. Dietro quel rifiuto non c’era scarsa ambizione da parte di Nagelsmann: “Voglio diventare uno dei migliori in futuro. Voglio vincere sempre, conquistare trofei e Champions. Non è facile pianificare una carriera da allenatore perché il calcio è imprevedibile, ma devi provarci. La cosa importante è fare i passi giusti. Il Real era uno dei salti più grandi che potessi fare allora ho pensato: ‘Hai 31 anni, vai al Real e poi dove vai?'”. Il tecnico ha detto ‘no’ anche per un’altra ragione: “La lingua è importante. Mi piace comunicare coi giocatori. Non so parlare spagnolo, posso solo dire ‘Ciao, come stai?’. Andarci sarebbe stato il passo più grande, ma non quello giusto”.

KLOPP E PEP – Nell’estate 2019 Nagelsmann è passato al Lipsia con cui sta inseguendo un sogno chiamato Bundesliga: qualora dovesse farcela alle spese del Bayern, le sue quotazioni come tecnico salirebbe in vista di una panchina più grande. Nagelsmann pensa di uscire dalla zona di comfort e punta il calcio inglese: “Voglio restare al Lipsia per quattro anni, anche se nel calcio non si sa mai che cosa può succedere. La Premier mi interessa così come altri club nella Liga. So che è molto difficile allenare in Inghilterra. Ho sentito le parole di Jürgen Klopp e Pep Guardiola sull’intenso programma degli incontri e sulle richieste di staff e giocatori. In Premier non c’è tempo per nient’altro. Si pensa solo al calcio. Seguo da vicino alcuni club, la Premier è un obiettivo per ogni manager”. Nagelsmann però non vive solo per il pallone: “Mi piacciono il motocross e lo sci e fare cose divertenti in famiglia”. Che tra quattro anni potrebbe essere costretta a fare le valigie per assecondare le voglie dell’ambizioso Nagelsmann.

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