Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Muriqi innamorato di Maiorca: “Alla Lazio periodo difficile. Non lascio l’isola, resterò qui anche in futuro”

Muriqi innamorato di Maiorca: “Alla Lazio periodo difficile. Non lascio l’isola, resterò qui anche in futuro” - immagine 1
L'idea è di Muriqi è di mettere radici. Ne ha bisogno, anche per una vita non semplicissima.

Redazione Il Posticipo

Muriqi a tutto campo fra passato, guerra, calcio e prospettive. L'ex centravanti della Lazio che ha trovato dimensione e gol a Maiorca, 33 partite e 14 gol dopo il suo arrivo è un idolo indiscusso. E ha fatto capire, nella lunga intervista concessa a Marca, che resterà a lungo nell'isola.

BILANCIO

—  

La sosta mondiale è stata quasi un peccato per il Maiorca. "Eravamo l'ultima squadra del campionato ad aver bisogno di una pausa. Venivamo da dieci punti in quattro partite la condizione psicofisica era ottima. Chiaramente occorre riprendere ritmo e fiducia, ma vincere contro il Valladolid ci ha aiutato". Adesso però c'è un altro fattore. Il mercato. "Non ho alcuna intenzione di andarmene. Non ci ho mai pensato. Non vado via, né a gennaio e né a giugno. A meno che non arrivi il club a impormi l'uscita per una offerta irrinunciabile, non ho alcuna intenzione di mancare di rispetto al contratto né di rischiare un nuovo fallimento tecnico dopo l'esperienza alla Lazio, dove ho vissuto un periodo assai complicato. Qui sono felice, gioco, segno, la mia famiglia sta bene. Siamo a gennaio ed è sempre primavera. Non potrei stare meglio. Se potessi scegliere, resterei qui sino alla fine della carriera".

PROSPETTIVE

—  

Difficile non innamorarsi di Maiorca. L'idea è di Muriqi è di mettere radici. Ne ha bisogno, anche per una vita non semplicissima. "Qui si sta bene, non c'è pressione, questa isola mi ha cambiato la vita. Sto già cercando una casa dove vivere anche quando arò smesso con il calcio. Hi bisogno di stabilità per la mia famiglia e i miei figli, a una certa età devi pensare più a loro che a te. Qui sono felici. I miei bambini devono esserlo. Dico sempre che nessuno essere umano dovrebbe vedere quel che mi è passato sotto gli occhi quando avevo l'età dei miei figli. Sono dovuto scappare da casa perché i soldati mi hanno detto che a breve sarebbe stata fatta esplodere. Poi ho dovuto lasciare anche la scuola. Osservando gli orrori della guerra da una diversa prospettiva, sforzandosi di trovare qualcosa di positivo in qualcosa che ti segna per sempre, vivere qualcosa del genere fa apprezzare molto di più le piccole cose".