Murillo, altro che zeru tituli: chiunque sollevi la Copa del Rey…lui l’ha già vinta!

Murillo, altro che zeru tituli: chiunque sollevi la Copa del Rey…lui l’ha già vinta!

Le finali mettono sempre molta pressione: o la va o la spacca, si dice. Questo, almeno quest’anno, non vale assolutamente per Jeison Murillo: chiunque vinca… lui sarà campione della Copa del Rey.

di Riccardo Stefani

Arrivare in finale, a volte, è ancor più bello della finale stessa. Vincere una semifinale regala una gioia smodata perché i giocatori in campo sono consapevoli di essersi meritati un’opportunità molto importante e di avere la possibilità di scrivere il proprio nome nella storia di un club. Una volta finalisti, però, lo stato d’animo dei giocatori può cambiare: l’entusiasmo potrebbe lasciare spazio alla tensione, alla sensazione di portare un peso molto, molto grande, a uno stato di pressione quasi insopportabile. E queste sensazioni potrebbero palesarsi nell’animo di ogni giocatore… o quasi. Ce n’è uno, almeno quest’anno, che può già sentirsi libero da qualsiasi tipo di pressione perché lui, la Copa del Rey, ce l’ha già in tasca.

VINCITORE – Si tratta di Jeison Murillo, che si può autoproclamare vincitore della coppa nazionale spagnola con una turno d’anticipo. Il motivo è tanto semplice quanto assurdo. Il cartellino del colombiano appartiene al Valencia ma è in prestito al Barcellona da gennaio quando la società blaugrana era in piena emergenza difensiva per via degli infortuni. E in tutto questo, chi è arrivato in finale di Copa del Rey? Barcellona e Valencia. Avendo giocato un certo numero di minuti stagionali con entrambe le squadre, il colombiano può già vantare una medaglia al collo per un trofeo che è ancora tutto da decidere.

IL PRIMO STRANO TROFEO – La finale verrà disputata il 25 maggio allo stadio Benito Villamarin e con poco meno di tre mesi d’anticipo, nell’albo d’oro della competizione si può già scrivere un nome. Un altro dettaglio divertente di questa curiosa statistica è che in una maniera così anticonvenzionale arriva il primo titolo in carriera per un giocatore che ha giocato già in due campionati europei. L’unico premio che espone con un certo orgoglio nella sua bacheca personale è quello di miglior giocatore della Copa America dell’edizione cilena del 2015. Per quello, però, ha dovuto aspettare l’ultima partita. Stavolta, invece, ha decisamente fatto prima del previsto.

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