Mourinho rivendica il titulo: “Ho vinto la Liga in un momento speciale e difficile”

Mourinho rivendica il titulo: “Ho vinto la Liga in un momento speciale e difficile”

L’ex allenatore del Real Madrid, presente all’evento organizzato dalla Liga cui ha partecipato anche Eto’o rivendica il merito di aver trionfato nella Liga del 2012 e poi ricambia i complimenti ricevuti da Eto’o.

di Redazione Il Posticipo

Mourinho rivendica la sua Liga vinta con il Real Madrid. Lo Special One, ospite di un evento organizzato dalla Liga e a cui erano presenti anche Tebas ed Eto’o ha ricordato agli astanti la vittoria del trentaduesimo titolo, maturata dopo una stagione record: 100 punti e 121 reti realizzate.

TITULO – Come spesso accade, Mourinho, dove va, vince. Non ha centrato la Champions con il Real ma ha vinto uno dei campionati più difficili. In quel periodo, superare il Barcellona (come del resto anche adesso) era realmente complicato. “Sono venuto in Spagna perché volevo allenare il Real Madrid e perché volevo provare a essere il primo a vincere il campionato inglese, italiano e spagnolo. Il mio obiettivo era quello e ci sono riuscito. Premier e Liga campionati top. Ho raggiunto matematicamente il titolo a San Mamés contro l’Athletic Bilbao, anche se è per me è  stato vinto al Camp Nou”.

ETO’ O – Fra i protagonisti dell’evento c’era anche Eto’o: lo Special One ha voluto ricambiare i complimenti ricevuti. E ha anche ricordato quanto fosse forte il Barcellona con lui e Ronaldinho. “Quando li ho affrontati in Champions con il Chelsea, mi ha impressionato. Samuel mi è stato doppiamente utile. ha giocato per me e contro di me, e io ho imparato da lui sia avendolo come come giocatore che come avversario. Quando ti confronti con dei calciatori così, e io  ho avuto quella fortuna, impari anche a come poterli affrontare quando te li ritroverai di fronte. “.

VAR – Spazio anche per un commento sulla VAR: “Credo sia solo cambiato il protagonista e chi osservare. La prima cosa che facevo al momento del gol, se avevo dei dubbi, era osservare il guardalinee. Adesso, gli occhi sono puntati sull’arbitro. Credo sia comunque emozionante che uno stadio intero trattenga l’emozione per diversi secondi prima di lasciarsi andare al boato liberatorio”.

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