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Mourinho, ma quale bavaglio! Lo Special One ne ha per tutti: “Sono troppo giovane”. E punge lo United…

(Photo by Jeroen Meuwsen/Soccrates/Getty Images)

Ci si aspettava un portoghese più abbottonato alla prima uscita da opinionista dopo l'esonero coi Red Devils, che lo hanno tenuto d'occhio per mezzo degli avvocati. Il tecnico però qualcosina l'ha detto eccome ribadendo, già che c'era... la sua...

Redazione Il Posticipo

Se uno come lui perde il lavoro, di certo non muore di fame. Un mese dopo l'esonero allo United, José Mourinho è tornato a parlare come opinionista dell'emittente qatariota BeIN Sport, che si è assicurata i suoi servigi pagando fior di quattrini e sfidando anche gli avvocati dello United. Lo Special One qualche sassolino se l'è tolto comunque e ha approfittato della sua ospitata televisiva per mandare un messaggino ai suoi detrattori che lo considerano ormai un allenatore di secondo livello e soprattutto... sempre più vicino alla pensione!

"SONO TROPPO GIOVANE" - Pensione? Macché! Mourinho non vuole sentirne nemmeno parlare, nonostante la sua ultime esperienza in panchina sia stata tutt'altro che esaltante in Premier League: da quando il Manchester United ha deciso di fare a meno di lui, chiamando al suo posto il norvegese Ole Gunnar Solskjaer, sono arrivate solo vittorie. Il 55enne portoghese ha ribadito il suo punto di vista: "Voglio allenare, appartengo al calcio di alto livello ed è dove sarò. Sono troppo giovane, sono nel calcio da molto, molto tempo, ma avrò 56 anni tra due settimane e sono davvero troppo giovane". Praticamente uno sbarbatino...col bavaglio dello United? Il portoghese è riuscito comunque a farsi sentire.

FRECCIATINA ALLO UNITED? - Mourinho ha denunciato la condizione attuale degli allenatori alle prese con le bizze dei calciatori moderni: "Nel calcio moderno c'è un problema tra l'allenatore e il giocatore. Adesso il manager da solo non è abbastanza potente per avere un confronto con quei giocatori che non sono professionisti esemplari". Secondo il portoghese oggi niente può essere lasciato al caso: "Il club deve avere un proprietario, un amministratore delegato, un direttore sportivo e un manager, una struttura in grado di far fronte a tutti i problemi che la modernità sta dando a tutti noi". Il tecnico ha parlato della sua esperienza allo United: "Finire secondo nella Premier 2017-18 dietro al City è stata una delle mie imprese più belle". Peccato che l'anno dopo ne siano successe davvero di tutti i colori e che al momento Mourinho... non lo possa raccontare!