Mourinho e un rito di iniziazione…molto Special: “Volevano farmi cantare sulla sedia, ma io sono stato furbo e…”

Mourinho e un rito di iniziazione…molto Special: “Volevano farmi cantare sulla sedia, ma io sono stato furbo e…”

In uno spogliatoio, le regole valgono per tutti, persino per chi dovrebbe farle. Ci sono delle piccole cose a cui non si può sfuggire, a patto di non essere davvero…Special. Mou spiega che ormai anche gli allenatori sono vittime dei riti di iniziazione. Ma lui al Tottenham si è salvato alla sua maniera!

di Redazione Il Posticipo

In uno spogliatoio, le regole valgono per tutti. In alcuni casi, persino per chi dovrebbe farle. Ci sono delle piccole cose a cui non si può sfuggire, a patto di non essere davvero…Special. Josè Mourinho, in un’intervista a Sky Sports, racconta i suoi primi due mesi al Tottenham e spiega che ormai anche gli allenatori sono…vittime dei riti di iniziazione che avvengono in tutte le squadre. O almeno, che è difficile evitare di essere messi in mezzo. Ma visto che il portoghese ha una certa esperienza, è riuscito a dribblare le richieste dei suoi calciatori…

CANTARE – “Nelle squadre adesso va di moda questa iniziazione cantando su una sedia. Ci hanno provato anche con me, dicevano ‘l’allenatore e il suo staff dovrebbero cantare’. Ma io sono stato furbo, ho preso un ragazzo di diciassette anni, Dennis Cirkin, appena arrivato e gli ho detto ‘sei nuovo anche tu, canta’. Ed è stato bravissimo, ha cantato una canzone di Rihanna”. Mourinho 1, rosa del Tottenham 0. Ma prima o poi potrebbe essere impossibile evitare di esibirsi. Lo Special One, però, ha un piano anche in quel caso. “Se dovessero spingermi a forza sulla sedia non so che canzone canterei, forse qualche canzone portoghese, così non capirebbero neanche se sto sbagliando qualcosa”.

OPINIONISTA – Mourinho cantante? Un nuovo ruolo, dopo aver provato anche a vedere come ci si sente dall’altro lato. Tra la panchina dello United e quella del Tottenham, c’è stato un periodo in cui il portoghese ha accettato di intervenire in TV. E la cosa, neanche a dirlo, ha stuzzicato la sua curiosità. “Il lavoro da opinionista mi è piaciuto, mi ha fatto vedere un’altra parte del mio mondo. E può servirmi anche per il mio vero lavoro”. Davanti alle telecamere, Mou ha avuto parecchi compagni d’avventura. Ma dovendo scegliere, prende altri due colleghi con un certo caratterino… “Mi sono divertito con tutti, ma penso che con Roy Keane e Souness abbiamo formato un gran trio. Mi è piaciuto molto averli accanto, non solo in diretta ma anche a telecamere spente”. Del resto, si sa, tra persone simili ci si prende…

 

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