Mourinho attacca: “Non posso parlarne, ma non si possono vincere trofei se il rapporto con la squadra…”

Mourinho attacca: “Non posso parlarne, ma non si possono vincere trofei se il rapporto con la squadra…”

Josè Mourinho torna a parlare della fine della sua avventura al Manchester United e, senza entrare troppo nei dettagli, spiega che senza un buon rapporto con la squadra non si va da nessuna parte.

di Redazione Il Posticipo

Ci sono due parole, quando si parla di calcio, che generano sempre grandi discussioni: una è “Josè” e l’altra è “Mourinho”. Già, lo Special One. Per quanto ne dica il diretto interessato, ci sono diversi motivi per cui il lusitano è davvero speciale. In primis perché è riconosciuto universalmente come uno dei migliori allenatori, in secondo luogo si può dire con assoluta certezza che c’è qualcosa di davvero speciale, nel suo modo di porsi con le proprie squadre, con le società, con la stampa. Un modo di essere che spesso coincide con lo scricchiolare dei rapporti con certi membri di un gruppo. Proprio di questo il portoghese ha parlato a BeInSport.

NESSUNA PARTE – Mourinho è stato esonerato dal Manchester United poco prima di Natale. Chissà, forse, oltre alla povertà dei risultati, i giocatori saranno andati a protestare per la mancata organizzazione della canonica festa natalizia societaria e della decisione del coach di farli allenare anche nel pomeriggio del 25 dicembre. In ogni caso la sua chiacchierata con la dirigenza è durata poco e ancor meno tempo è stato impiegato per sgomberare il suo ufficio per far posto a Solskjaer. Ora, passato un po’ di tempo, lo Special One ha spiegato che alla base dei suoi problemi inglesi c’è il fatto che “non si possono vincere dei trofei se non c’è un buon rapporto con la squadra“. Colpa dei giocatori? Forse… Anche se a causa dell’accordo con lo United non può dire di più!

GIUSTO O NON GIUSTO – “Non posso parlarne nel dettaglio, per ovvie ragioni, ma non nego che alcuni fattori hanno avuto un’influenza a riguardo ecco perché l’ultimo periodo non è stato dei migliori. A volte quel che serve è accelerare qualche processo, quello che devi essere è un uomo di club” e per fare ciò devi dimenticarti un po’ di te stesso. Penso di averlo sempre fatto, talvolta per il bene dei bisogni immediati del club e del gruppo. Mi sono messo in situazioni che agli occhi delle persone esterne potevano anche non sembrare le migliori ma non rimpiango nulla perché ho sempre dato tutto me stesso per il club“. Anche se i suoi calciatori, evidentemente, non sono stati granchè d’accordo…

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