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Mou spiazza tutti: “La rissa tra Son e Lloris? Bellissima. E se è colpa di qualcuno, è mia…”

Imprevedibile. Josè Mourinho è sempre stato così. Quando da lui ci si aspetta un comportamento, un pensiero, una reazione, lo Special One è costantemente in grado di sorprendere tutti. E quindi per il portoghese la rissa tra Son e Lloris nel...

Redazione Il Posticipo

Imprevedibile. Josè Mourinho è sempre stato così. Quando da lui ci si aspetta un comportamento, un pensiero, una reazione, lo Special One è costantemente in grado di sorprendere tutti. Spiazzante, con quel suo sorriso che ha affascinato (o fatto infuriare) i tifosi di tutto il mondo. Quando al tecnico del Tottenham si chiede un commento alla rissa che a fine primo tempo del match con l'Everton ha coinvolto Son e Lloris, con il francese che rimproverava al coreano di non aver fatto abbastanza per recuperare un pallone perso, si sa che può succedere davvero di tutto. E infatti, come riporta Goal, va esattamente così.

BELLISSIMA - Come può essere definita una litigata tra compagni di squadra? "Bellissima. Ed è probabilmente la conseguenza delle nostre riunioni tecniche. Se c'è qualcuno da incolpare, sono io. Sono stato molto critico nei confronti dei miei ragazzi perchè secondo me non erano troppo autocritici. Ho chiesto loro di chiedere di più, a se stessi e agli altri. Ho chiesto loro di mettere i loro compagni sotto pressione, di vivere la partita con uno spirito di squadra per cui tutti devono dare tutto per gli altri. E c'è stata una situazione a fine primo tipo in cui è stato coinvolto un ragazzo a cui tutti vogliono bene come Son, uno che lavora sempre per la squadra. Ma in quel caso il capitano ha pensato che dovesse fare di più per la squadra di quanto abbia fatto".

REAZIONE - Insomma, anche alla luce della vittoria per 1-0, Mou è contento che i suoi siano venuti alle mani. Ma del resto, lui è così. "Si sono scambiati un paio di insulti, non sono sicuro se si siano spinti, ma è qualcosa di importantissimo per la la squadra, che la fa crescere, perchè è importante che tra compagni di squadra ci si chieda di più. Ci vogliono personalità pesanti in una squadra. Ed ero contento, a fine primo tempo gliel'ho detto, quando avete reagito così non avevo dubbi che saremmo stati uniti fino alla fine. Un comportamento del genere mi dice che ci tengono, che erano frustrati, arrabbiati e che forse ce l'avevano gli uni con gli altri per la performance contro lo Sheffield. Io sono molto protettivo dei miei ragazzi e davanti alle telecamere me la sono presa con l'arbitro Oliver, come hanno fatto in molti e per ottimi motivi. Ma dentro lo spogliatoio ho detto loro altro, dimenticatevi Oliver e concentratevi su cosa avete sbagliato". E pazienza se l'autocritica di squadra...finisce a schiaffoni.