Mou… innamorato del raccattapalle: “Sa leggere il gioco, ha fatto un assist. Ho provato a invitarlo nello spogliatoio, ma…”

Nella sua prima partita di Champions sulla panchina del Tottenham, Josè Mourinho si è decisamente innamorato. Non di Kane o di Eriksen, ma del raccattapalle che ha permesso agli Spurs di segnare il 2-2. E nelle dichiarazioni post-partita, il tecnico portoghese non dimentica l’inatteso protagonista…

di Riccardo Stefani

Un bacio in diretta TV, con milioni di spettatori a guardare, è un qualcosa di importante. Così come un “cinque” e un abbraccio, soprattutto quando arrivano da una persona spesso non proprio incline ai complimenti. Ma nella sua prima partita di Champions sulla panchina del Tottenham, Josè Mourinho si è decisamente innamorato. Non di Kane, che pure segna a raffica. Non di Eriksen, che entra sullo 0-2 per l’Olympiacos e cambia il match. Tutto l’affetto dello Special One va al giovane raccattapalle che ha permesso agli Spurs di battere velocemente una rimessa laterale e segnare il 2-2. E nelle dichiarazioni post-partita, il tecnico portoghese non dimentica l’inatteso protagonista.

LEGGERE IL GIOCO – Parlando ai microfoni di BT Sports, Mou regala parole al miele per l’assistman che non ti aspetti. “Adoro i raccattapalle intelligenti. Io ero un ottimo raccattapalle quando ero giovane e quel ragazzino anche lo è. Capisce come funziona il calcio e alla fine ha fatto un assist”. E anche in conferenza stampa, come riporta il Daily Mail, è continuato l’elogio. “Per fare una cosa del genere devi essere un ottimo raccattapalle e quel ragazzino lo è. Sa leggere il gioco, non sta lì soltanto per guardare verso le tribune. Ho anche cercato di invitarlo nello spogliatoio a fine partita, ma è sparito”. Probabilmente, tutta l’attenzione delle telecamere dopo il 2-2 gli è bastata.

RICORDI – Ma, oltre all’importanza del…passaggio del ragazzino, c’è un motivo molto più sentimentale nell’abbraccio di Mourinho. Che ha sempre avuto nel cuore la figura dei raccattapalle, perchè, come ha ribadito dopo la partita, lo faceva anche lui e gli piaceva tantissimo. Qualche mese fa, quando era ancora senza una panchina, lo ha spiegato ai microfoni di Russia Today, con la solita…modestia. “Quando ero un raccattapalle ero bravissimo, eccezionale. Sapevo persino dove ogni calciatore della mia squadra voleva che gli posizionassi il pallone, non doveva neanche toccarlo”. Uno di quelli in grado di fare assist, insomma. “Le persone non sanno che nei grandi club ogni dettaglio è veramente molto importante”. Ora, dopo il gol del pareggio degli Spurs e un ringraziamento pubblico, forse lo hanno imparato.

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