Mou, ennesima frecciata a Klopp: “Io mi sono dato una calmata, ma quando esageravo mi espellevano. Per qualcun altro non vale…”

Il nuovo Mourinho, meno irritabile e più allegro, ha preso di sorpresa tutti quanti in Premier League. Le polemiche, però, non mancano mai. L’ultima del portoghese riguarda…il comportamento dei colleghi. Il portoghese ha sottolineato come Klopp spesso e volentieri esageri nelle sue azioni a bordo campo senza conseguenze…

di Redazione Il Posticipo

Il nuovo Mourinho ha preso di sorpresa tutti quanti in Premier League. Complicato che non fosse così, visto che da quelle parti sono abituati allo Special One che litiga con mezza squadra al Chelsea e che discute per anni con Pogba allo United. E invece, come hanno sottolineato in molti, quello del Tottenham è un Mou meno irritabile e più allegro, come dimostra anche l’ingresso pieno di ironia nel mondo dei social, con un profilo Instagram che è già di culto. Un atteggiamento che probabilmente neanche i calciatori si aspettavano, abituati all’immagine che il tecnico di Setubal ha dato di sè nel corso della sua carriera. Le polemiche, però, non mancano mai.

CONSEGUENZE – L’ultima lanciata dal portoghese riguarda…il comportamento dei colleghi. Come riporta Goal, prima del match di Premier League contro il Liverpool, Mou ha sottolineato come Klopp spesso e volentieri esageri nelle sue azioni a bordo campo. Un qualcosa che a lui in carriera è stato concesso assai raramente…”Quello che posso dire è che quando non mi sono comportato bene ne ho pagato le conseguenze in due maniere. Una è stata vedere le partite in TV negli spogliatoi, l’altra pagare multe molto pesanti. E mi sembra che per alcuni dei miei colleghi non accada lo stesso. Ma l’arbitro e il quarto uomo sono lì per fare il loro lavoro, spero che lo facciano e che si comportino come dovrebbero fare”. Insomma, ogni riferimento ai comportamenti di Klopp (e Guardiola) non sembra per nulla casuale.

klopp mourinho
(Photo by Jon Super – Pool/Getty Images)

SAGGIO – Mou però sembra…più saggio e meno propenso allo scontro. Sarà l’età che avanza, con i 58 anni appena compiuti. Oppure la realizzazione che nel calcio bisogna evolversi e che i metodi che lo hanno fatto grande al Porto o all’Inter magari ora non funzionerebbero a dovere. E infatti il tecnico portoghese spiega questo cambio di rotta. “Nel mio caso sento che c’è stata una evoluzione del mio controllo delle emozioni. Mi sono reso conto che più sono calmo e meglio riesco a leggere le partite. Ormai sono persino contento che a volte a dare indicazioni a bordo campo ci vadano i miei collaboratori, mentre io rimango in una posizione privilegiata. Sento che per farlo ho dovuto cambiare il mio comportamento e ne sono felice. Ma questo è il mio caso personale. Non posso parlare per gli altri”. Degli altri, invece, lo Special One ne parla eccome…

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