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Mou e la frecciata allo United: “Guardiola e Klopp sostenuti dalla loro società…”

Lo Special One non cambia idea. Ha fallito allo United perchè non è stato assistito nel suo progetto di rafforzamento in questi anni, soprattutto la scorsa estate. Mentre Klopp e Guardiola...

Redazione Il Posticipo

Il Manchester United vola: Solskjaer ha portato a sette vittorie consecutive la striscia positiva dei Red Devils, ormai tornati prepotentemente in corsa per la zona Champions. La rosa, dunque, non era così povera come sosteneva Mourinho? Lo Special One continua a pensarla in modo diverso e, come riporta il “Sun” che ha ripreso alcune dichiarazioni lasciate in TV a Bein Sports, l’ex allenatore dello United ha ancora qualche recriminazione.

APPOGGIO – Mourinho ha la sua tesi, anche se non può esprimerla a chiare lettere visti i diktat degli avvocati dello United: gli è mancato l’appoggio della società sul mercato, nonostante abbia chiesto e ottenuto 11 giocatori per una spesa di 360 milioni di sterline. Il fiore all’occhiello è stato Pogba, ma evidentemente non è bastato: tutto risalirebbe alla scorsa estate, quando il tecnico portoghese non è stato accontentato nelle sue richieste. I colleghi, invece... “Guardiola e Klopp hanno avuto maggiori garanzie durante la campagna acquisti”. Quindi non è stato messo nella condizione ideale per vincere.

SFOGO – Mou, in particolare, si sofferma su cosa accade dall’altra parte di Manchester. E l’erba del vicino gli è sembrata decisamente più verde. “Nel caso del Manchester City, nella prima stagione, Guardiola non aveva raggiunto la vittoria in campionato nonostante il City avesse già vinto con Mancini e Pellegrini. E aveva comunque giocatori già titolati come Kompany ed Aguero. E poi ha preso decisioni importanti totalmente supportate dalla società. Non ha voluto Zabaleta e Sagna, ha potuto vendere Kolarov e Clichy e ha chiesto e ottenuto Walker, Danilo, Mendy e Delph. Quattro terzini nella stessa sessione di mercato!”.

KLOPP – Non solo Manchester. Mou sposta il proprio obiettivo anche un centinaio di chilometri più in là. “Vedo Liverpool e penso: quanti erano prima che arrivasse Jurgen? Non c’era Alisson, non vi era alcun Van Dijk, nessun Robertson e neanche Salah, Firmino e Mane. E non c’era nessun Fabinho, nessun Wijnaldum, nessun Keita”. Un “nessun” ripetuto non a caso, a sottolineare la collaborazione fra tecnico tedesco e dirigenza dei Reds. "Questo è un lavoro approfondito. Se sei un manager con la possibilità di scegliere i giocatori per seguire la tua idea di calcio, è una cosa. Un'altra cosa è se non sei in grado di farlo”. Solskjaer, però, si sta arrangiando comunque benino, ma su questo è meglio non approfondire...