Mou…benedice il documentario sul Tottenham: “La gente conoscerà il vero Josè, almeno non penseranno più che sono un pazzo!”

Mou…benedice il documentario sul Tottenham: “La gente conoscerà il vero Josè, almeno non penseranno più che sono un pazzo!”

L’attesa per il documentario sulla stagione del Tottenham, prodotto da Amazon e che uscirà il 31 agosto, è altissima. E nel frattempo Mourinho parla di come è stato girare la serie. Spiegando i pro e i contro di essere costantemente seguito dalle telecamere.

di Redazione Il Posticipo

L’attesa per il documentario sulla stagione del Tottenham, prodotto da Amazon e che uscirà il 31 agosto, è altissima. È bastato che venisse rilasciato un primo trailer affinchè le aspettative dei tifosi (degli Spurs, ma non solo) andasse alle stelle. Le immagini di Dier ed Eriksen a bocca aperta nel vedere arrivare Mourinho poche ore dopo l’esonero di Pochettino hanno già fatto il giro del mondo. E la presenza dello Special One in un documentario è essa stessa garanzia di spettacolo. Senza considerare il fatto che entrare nel metodo Mou è certamente interessante, tanto quanto lo è stato scoprire il Guardiola segreto nella serie sul City.

GIOVANE – E ora che l’uscita è alle porte, è lo stesso Mourinho che parla di come è stato girare la serie. In un’intervista alla Press Association, il portoghese spiega come si è sentito ad essere ancora di più sotto l’occhio delle telecamere. “Se la gente guarda solo gli spezzoni di video che sono usciti fuori finora penserà che sono un pazzo. Ma no, con il documentario potranno conoscere il vero Josè. Molti hanno idee diverse su di me e ora sapranno se la loro è giusta oppure no. Potranno vedere come è fatto Mourinho nel suo lavoro, giorno dopo giorno su un campo di calcio”. E capire come un tecnico sia in grado di rimanere al top per così tanto. “Riesco a rimanere motivato prima di tutto perchè sono ancora molto giovane. La gente pensa che io sia vecchio, perchè sono a questi livelli dal 2002. Ma non è così, per essere un allenatore sono ancora molto  giovane. E comunque questo è un lavoro in cui si migliora con gli anni e con l’esperienza, non si diventa meno bravi”.

INTIMITÁ – Ma le telecamere creavano problemi? “A volte mi dimenticavo che ci fossero e penso che la bellezza di questo lavoro è che nulla è finto perchè gli attori, cioè tutti noi, non ci pensavamo minimamente. Andavamo avanti con la nostra vita. Le telecamere me le dimenticavo o le ignoravo semplicemente, perchè per fare bene il mio lavoro non è che posso mettermi a controllare se ci sono o no”. Senza pensarci, però, magari le macchine da presa hanno immortalato scene che forse dovevano rimanere…non viste. “Certo, a volte la questione si faceva strana. Dopo un incontro, una reazione, uno scambio di opinioni a volte ti veniva di dire ‘Ma questa è parte della mia intimità, qualcosa che non voglio che la gente capisce. Non voglio che tutti sappiano così tanto della parte più segreta del mio lavoro’. Alla fine però ci siamo abituati. Lo spogliatoio è come un tempio, solitamente si dice che quello che succede nello spogliatoio resta lì. Quindi pensare che la gente possa vedere un discorso di fine primo tempo, con tutti gli alti e bassi e perchè no, anche momenti folli, è bellissimo”. E infatti l’attesa è alle stelle…

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